«Non ci volete? Allora togliamo il disturbo»
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La delusione di Massimo Carbonari, direttore del circo Viviana Orfei Il circo Orfei è andato via. «Minacce e insulti, non era mai successo»
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LIVORNO. Se ne sarebbero andati comunque, senza troppo rumore. Massimo Carbonari, direttore del circo Viviana Orfei ha deciso di mettere subito le cose in chiaro. «Non siamo venuti qua per fare polemica e non vogliamo certo farlo adesso. Avevamo capito fin dall'inizio che qui non eravamo i benvenuti e così abbiamo deciso di anticipare la nostra partenza, indipendentemente da quello che è accaduto la scorsa notte che non ha nulla a che vedere con noi». Il circo allestito alla Scopaia, dal 23 dicembre, sarebbe dovuto rimanere fino al 30 gennaio. «Ma già domenica - assicura il direttore - avevamo già iniziato a smontare tutto, proprio perché la decisione di lasciare Livorno l'avevamo presa prima. Avevamo iniziato a parlarne già da giovedì scorso». Nonostante le polemiche e ilitigi, Massimo Carbonari non crede all'attentato al circo. «Se avessero voluto colpire me avrebbero potuto benissimo appiccare il fuoco a uno dei miei furgoni, avrebbero potuto avvicinarsi di più alla zona e non colpire un mezzo che con noi non ha nulla a che fare». Il camion andato a fuoco infatti appartiene ad una famiglia di giostrai che non fa parte dello staff del circo. La permanenza del "Viviana Orfei" in città è stata comunque burrascosa e caratterizzata da liti furibonde fra alcuni residenti e gli addetti al circo. La più recente sabato scorso quando a finire in mezzo al parapiglia è stata una bambina. «Questa - dice il direttore del circo - è stata davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Avevamo capito subito che non ci volevano qui. Siamo stati insultati ripetutamente, persino minacciati da alcuni i residenti. Quando arriva il circo dovrebbe portare gioia e allegria nelle città che lo ospitano. Qui non è stato così, anzi». Una partenza in anticipo che certo non fa piacere al signor Carbonari. «Siamo delusi e amareggiati. È la prima volta in assoluto che ci capita di dover lasciare una città prima del tempo per motivi del genere». Anche gli affari non sono andati bene. «La presenza di pubblico è stata al di sotto delle nostre previsioni - ha ammesso Carbonari, che ha aggiunto -. Credo che su questo aspetto abbia influito, e non poco, la cattiva pubblicità dei consiglieri Ciacchini e Tamburini». F.B.
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