Sicurezza
«Quartiere abbandonato, i cittadini sono esasperati. 2 anni fa avevamo raccolto mille firme di protesta»
«La responsabilità è del sindaco»
Alessandro Guarducci
Pdl all'attacco: ha sottovalutato il problema del circo vicino alle case
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «La responsabilità è dell'amministrazione comunale, che in questi anni si è disinteressata della Scopaia. Anzi, ha voluto punire questo quartiere condannandolo a un degrado maggiore». Sono accuse pesante quelle dei consiglieri comunali Bruno Tamburini, Massimo Ciacchini (Pdl) e Carlo Ghiozzi (Lega). Accuse che non sono accompagnate nemmeno da una parola di condanna per quanto è avvenuto la notte precedente. Solo dopo la sollecitazione del cronista, i tre consiglieri prendono le distanze dall'accaduto. «Si è trattato di un gesto gravissimo - dicono - che poteva avere conseguenze assai peggiori. Il nostro plauso va ai vigili del fuoco, che hanno dimostrato grande professionalità e coraggio, e agli agenti di polizia. Speriamo che le indagini possano portare all'individuazione degli autori dell'incendio: noi non diamo la colpa a nessuno, però siamo convinti che i residenti di via Irlanda non c'entrino proprio nulla con questa vicenda». Poi, i tre consiglieri di centrodestra riprendono l'attacco. «Due anni fa - spiegano Tamburini e Ciacchini - avevamo raccolto mille firme di cittadini che protestavano per il circo e per la mancanza di interventi di riqualificazione. Dopo un anno di tregua, l'amministrazione ha di nuovo autorizzato l'allestimento del circo in via Irlanda, proprio a ridosso delle case: una scelta assolutamente sbagliata, anche perché è stato permesso a mezzi carichi di bombole e di altro materiale di sostare vicino ai palazzi. E tutto questo mentre la giunta approvava il progetto per realizzare la nuova area per gli spettacoli viaggianti alla Porta a terra: perché il circo non è stato fatto allestire subito lì? I cittadini sono arrabbiati ed esasperati» Anche Carlo Ghiozzi ci va giù duro. «Se il sindaco ci avesse ascoltati, tutto questo non sarebbe accaduto - afferma - Prima ancora che venisse montato il tendone, abbiamo espresso le nostre preoccupazione per la vicinanza alle case: abbiamo presentato un'interpellanza e anche un esposto ai carabinieri. Ma Cosimi non ci ha dato ascolto: ha sottovalutato i problemi e per questo è il primo responsabile». A questo punto, chiediamo ai tre consiglieri se si sentano anche loro in qualche modo responsabili. Magari per aver cavalcato troppo la protesta degli abitanti. «Assolutamento no - replicano - Ci siamo limitati a svolgere il nostro compito che è quello di dialogare con la gente, ascoltare i loro problemi e poi portarli alla luce nel tentativo di risolversli».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google