Sicurezza
Attentato al circo, notte di fuoco
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ORE DI PAURA. I camion distrutti dalle fiamme i vigili del fuoco al lavoro e una delle bombole inesploseBruciato il camion di un giostraio: l'esplosione investe i soccorritori
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LIVORNO. Una deflagrazione nel cuore della notte. Poi il crepitio delle fiamme, che si alzano sempre più alte fino a sfiorare il cielo. E ancora altre tre esplosioni. È un camion che brucia in via Irlanda, accanto al circo: all'interno ci sono una bombola di gas e due di ossigeno. Qualcuno ha appiccato il fuoco. Un giostraio, che dorme nel furgone accanto, riesce a scappare per un soffio. Arrivano i vigili del fuoco, ma in quel momento esplode il gpl, che li scaraventa tre metri più in là.
I vigili del fuoco trovano ampie tracce di benzina. E il circo se ne va. Ieri il gruppo di Viviana Orfei ha fatto le valigie per sgomberare il campo. Per la gioia dei residenti, che non hanno mai visto di buon occhio i tendoni degli animali. Una notte da dimenticare quella di ieri alla Scopaia, due giorni dopo la lite con minacce e spintoni che sabato scorso ha visto fronteggiarsi in strada, proprio in via Irlanda, residenti e addetti ai tendoni. Gli investigatori non escludono che l'attentato di ieri notte sia collegato al litigio di sabato. Sono le 2.15 quando si scatena il putiferio. Il popoloso quartiere viene svegliato da un boato fortissimo. Qualcuno si affaccia alla finestra e vede le fiamme che si levano altissime da un camion di un giostraio italiano (che non lavora per il circo) parcheggiato in un campo privato recintato, di fronte ai tendoni con gli animali. La gente, terrorizzata, chiama il 115 dei vigili del fuoco.
I primi ad arrivare sono gli agenti delle volanti, che stanno pattugliando proprio la zona, anche alla luce delle tensioni dei giorni socrsi. Ma a rischiare più di tutti è un giostraio milanese di 43 anni che sta dormendo sul suo camion, a pochi passi da quello che arde. Ha ancora gli occhi chiusi quando sente un botto dopo l'altro: esplono i vetri, poi le gomme... E il fuoco si fa sempre più denso. In un riflesso condizionato, l'uomo balza giù dal furgone e corre in strada, mettendosi in salvo. Intanto, nel giro di tre minuti, arriva la prima squadra di cinque vigili del fuoco, a bordo dell'autobotte. Il primo a scendere e ad avvicinarsi al rogo è il caposquadra, che fa da apripista agli altri. È lui ad accorgersi della presenza delle bombole, che in fase di allarme nessuno aveva segnalato perché non erano visibili. Lui cerca di avvertire i colleghi, ma non fa in tempo. L'esplosione lo travolge e scaraventa a terra: un volo di oltre tre metri. Lo spostamento d'aria coinvolge anche gli altri quattro pompieri. Enormi pezzi di metallo schizzano dappertutto: una pioggia di materiali incandescenti che per miracolo non causa feriti gravi. Anzi, dopo un minuto, tutti e 5 i vigili del fuoco tornano super operativi e cominciano l'attività di spegnimento, che andrà avanti quasi fino all'alba. Il tempismo e la professionalità dei pompieri impediscono l'esplosione delle due bombole di ossigeno.
Le fiamme divorano il camion bianco. Da lì il fuoco si propaga anche a un altro mezzo, rosso, sempre di giostrai, danneggiato quasi interamente. All'interno di quest'ultimo furgone i vigili del fuoco trovano una tanica piena a metà di benzina, un altro contenitore di detersivo con del liquido infiammabile e anche un paio di stracci imbititi di benzina. Gli oggetti vengono sequestrati. Portati via anche i resti della bombola da 25 litri di gpl esplosa. Questi ritrovamenti fanno pensare agli investigatori che gli incendiari volevano distruggere anche il secondo camion. Un fatto gravissimo: si pensi infatti che all'interno potevano esserci delle persone che riposavano. Inoltre la presenza delle bombole ha reso tutto molto più pericoloso. Nel rogo resta coinvolto anche un terzo mezzo, si tratta di un grosso camion appartenente a Martini, noto titolare di un negozio di frutta e verdura: il mezzo è danneggiato nella parte anteriore. Via Irlanda nel frattempo viene invasa da circa una quarantina di persone, che scendono in strada in preda allo spavento. È non è impresa facile per gli agenti delle volanti tenere tutto sotto controllo e garantire la sicurezza ai presenti. La situazione torna alla normalità solo verso le 4.30. Sembra certa l'origine dolosa del rogo. Lo si deduce dalle tracce di benzina trovate e dal materiale repertato dai vigili del fuoco, che stanno facendo accertamenti. Sul caso sta indagando anche la squadra mobile della polizia, che ha ascoltato dei testimoni e ora è a caccia di prove. In base a quanto emerso finora, nessuno avrebbe visto movimenti sospetti. Ieri mattina sul posto sono tornati i tecnici dei vigili del fuoco insieme alla polizia scientifica, che si è occupata dei rilievi.
I vigili del fuoco trovano ampie tracce di benzina. E il circo se ne va. Ieri il gruppo di Viviana Orfei ha fatto le valigie per sgomberare il campo. Per la gioia dei residenti, che non hanno mai visto di buon occhio i tendoni degli animali. Una notte da dimenticare quella di ieri alla Scopaia, due giorni dopo la lite con minacce e spintoni che sabato scorso ha visto fronteggiarsi in strada, proprio in via Irlanda, residenti e addetti ai tendoni. Gli investigatori non escludono che l'attentato di ieri notte sia collegato al litigio di sabato. Sono le 2.15 quando si scatena il putiferio. Il popoloso quartiere viene svegliato da un boato fortissimo. Qualcuno si affaccia alla finestra e vede le fiamme che si levano altissime da un camion di un giostraio italiano (che non lavora per il circo) parcheggiato in un campo privato recintato, di fronte ai tendoni con gli animali. La gente, terrorizzata, chiama il 115 dei vigili del fuoco.
I primi ad arrivare sono gli agenti delle volanti, che stanno pattugliando proprio la zona, anche alla luce delle tensioni dei giorni socrsi. Ma a rischiare più di tutti è un giostraio milanese di 43 anni che sta dormendo sul suo camion, a pochi passi da quello che arde. Ha ancora gli occhi chiusi quando sente un botto dopo l'altro: esplono i vetri, poi le gomme... E il fuoco si fa sempre più denso. In un riflesso condizionato, l'uomo balza giù dal furgone e corre in strada, mettendosi in salvo. Intanto, nel giro di tre minuti, arriva la prima squadra di cinque vigili del fuoco, a bordo dell'autobotte. Il primo a scendere e ad avvicinarsi al rogo è il caposquadra, che fa da apripista agli altri. È lui ad accorgersi della presenza delle bombole, che in fase di allarme nessuno aveva segnalato perché non erano visibili. Lui cerca di avvertire i colleghi, ma non fa in tempo. L'esplosione lo travolge e scaraventa a terra: un volo di oltre tre metri. Lo spostamento d'aria coinvolge anche gli altri quattro pompieri. Enormi pezzi di metallo schizzano dappertutto: una pioggia di materiali incandescenti che per miracolo non causa feriti gravi. Anzi, dopo un minuto, tutti e 5 i vigili del fuoco tornano super operativi e cominciano l'attività di spegnimento, che andrà avanti quasi fino all'alba. Il tempismo e la professionalità dei pompieri impediscono l'esplosione delle due bombole di ossigeno.
Le fiamme divorano il camion bianco. Da lì il fuoco si propaga anche a un altro mezzo, rosso, sempre di giostrai, danneggiato quasi interamente. All'interno di quest'ultimo furgone i vigili del fuoco trovano una tanica piena a metà di benzina, un altro contenitore di detersivo con del liquido infiammabile e anche un paio di stracci imbititi di benzina. Gli oggetti vengono sequestrati. Portati via anche i resti della bombola da 25 litri di gpl esplosa. Questi ritrovamenti fanno pensare agli investigatori che gli incendiari volevano distruggere anche il secondo camion. Un fatto gravissimo: si pensi infatti che all'interno potevano esserci delle persone che riposavano. Inoltre la presenza delle bombole ha reso tutto molto più pericoloso. Nel rogo resta coinvolto anche un terzo mezzo, si tratta di un grosso camion appartenente a Martini, noto titolare di un negozio di frutta e verdura: il mezzo è danneggiato nella parte anteriore. Via Irlanda nel frattempo viene invasa da circa una quarantina di persone, che scendono in strada in preda allo spavento. È non è impresa facile per gli agenti delle volanti tenere tutto sotto controllo e garantire la sicurezza ai presenti. La situazione torna alla normalità solo verso le 4.30. Sembra certa l'origine dolosa del rogo. Lo si deduce dalle tracce di benzina trovate e dal materiale repertato dai vigili del fuoco, che stanno facendo accertamenti. Sul caso sta indagando anche la squadra mobile della polizia, che ha ascoltato dei testimoni e ora è a caccia di prove. In base a quanto emerso finora, nessuno avrebbe visto movimenti sospetti. Ieri mattina sul posto sono tornati i tecnici dei vigili del fuoco insieme alla polizia scientifica, che si è occupata dei rilievi.
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