Il Tirreno

Livorno

IL PROGETTO

Un archivio di immagini nel segno di Mascagni

Nel riquadro a destra: un primo piano della fotografa Giovanna Talà
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Nel riquadro a destra: un primo piano della fotografa Giovanna Talà

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 Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti a Firenze Giovanna Pacca Talà, professionista Fiap-Unesco dell' arte fotografica, nel 1964 si è specializzata in educazione all'immagine all' università di Padova - dove è andata al seguito del marito Vittorio, leccese anche lui e direttore per l'Italia della Plasmon - e, nel 1981 in Psicologia dello Sport dell'Aips, formazione finalizzata a un ampliamento della conoscenza dei sensi motori nell'animazione teatrale.  Appassionata fin da piccola, oltre che di musica, danza e teatro, anche di fotografia, sente un'attrazione particolare per il teatro sperimentale (la stretta parentela con Eugenio Barba la spinge a esperienze nuove e di Maurizio Buscarino sperimenta il laboratorio su "Il Teatro quotidiano"). Si occupa anche del teatro impegnato, puntando il suo obiettivo sui più grandi nomi della scena. Nel 1993 attratta dalle combinazioni sociali e culturali scopre il Teatro della Fortezza diretto da Armando Punzo e da Annet Hennemann, traendone un reportage fotografico spontaneo e psicologico.  Nella ricerca sull'evoluzione della forma artistica, segue anche le invenzioni del "teatro-danza", realizzando immagini per i Momix, Micha Van Hoecke, Lindsay Kemp, Kazuo Onu, Carlotta Ikeda. Un'attività artistica quella della fotografa, derivata dal legame profondo con Livorno, città che dichiara di amare e nello stesso tempo confessa di odiare. Luogo da dove vorrebbe fuggire ma senza il quale non saprebbe vivere.  E proprio per Livorno, dal 1990 Giovanna Talà collabora con il Teatro di tradizione nel Progetto Mascagni, con lo scopo di creare un archivio fotografico a cui si possa attingere per mostre, pubblicazioni e manifestazioni sulla figura del Maestro, il cui genio musicale ha fatto conoscere la sua città in tutto il mondo.  Facendo tesoro degli insegnamenti di Cartier Bresson, grande maestro dell'arte fotografica, la Talà - ladra di immagini, come l'ha definita Piera Degli Esposti - nei suoi scatti usa l'occhio, la mente e il cuore, proprio come ha fatto per il libro su Mascagni che, pagina dopo pagina, conquista il lettore con le sue emozionanti immagini.

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