Gioco
L'incantesimo di Aladin
M. Antonietta Schiavina
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Claudia Campolongo e, a sinistra, una scena di Aladin Campolongo: io, strega stramba
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LIVORNO. Grande debutto stasera al Goldoni di Claudia Campolongo, musicista, cantante, attrice livornese, nonché moglie del comico Paolo Ruffini, che questa volta «la manda sola». L'occasione è data dal musical "Aladin", testi e liriche di Stefano D'Orazio, protagonista Manuel Frattini. Sì, perché la brava Claudia, staccata («ma facciamo le corse per stare insieme nei momenti liberi») dice- dal cordone ombelicale che le lega al marito anche professionalmente, in "Aladin" interpreta Lunatica, personaggio cucito su misura per lei. «Una strega dalla mente un po' confusa che vive a corte, affiancando in qualità di veggente il Sultano e il fedele Andalù: ha come unica vera amica, la sfera di cristallo, compagna di gioco da cui non si separa mai», spiega l'attrice. «Lunatica - aggiunge - è stata inventata da Stefano D'Orazio appositamente per me, e per questo lo ringrazio, così come sono grata anche a Gianfranco Vergoni e Fabrizio Angelini, con i quali ho potuto lavorare giorno per giorno alla crescita fisica, vocale e spirituale del personaggio. E' una figura ricca di sfumature, strampalata e grottesca, ma allo stesso tempo tenera e infantile, che vive costantemente nell'errore, facendo dichiarazioni sbagliate e fuori luogo, anche se i suoi sbagli non sono mai in malafede, perché dettati dalla purezza». Come ti senti nei panni di questa strega? «Benissimo, anche se il mio è un ruolo piccolino, perché ogni sera gioco, in un mondo fatto di colori e fantasia. E poi Lunatica mi dà la possibilità di divertire divertendomi, permettendomi di entrare a stretto contatto con il mondo dei bambini, fatto di gioco e risate: a ogni replica sentirli ridere dalla platea, mi dà una grande gioia». Ma questo ruolo "aggiunto" di Aladin potrebbe essere una bambina? «Sì, ma una bambina senza età, senza tempo, senza luogo. La sua voce, che ho studiato e ho reso volontariamente buffa, assomiglia a quella di un cartone animato, e disegna l'anima del personaggio utilizzando un suono nasale e "starnazzante"». Come sei riuscita a entrare nei suoi panni? «Ho elaborato i miei ricordi di bambina: il circo, i clown, le favole e la grande Sandra Mondaini quando interpretava Sbirulino. Cercando di trovare l'anima infantile che è in me, e utilizzando al massimo la mia fisicità per esprimere, attraverso il corpo, dinamiche ludiche e fanciullesche». Ma tu da piccola ti facevi raccontare le favole? «Certamente e mi piaceva anche Aladin, un personaggio fantastico che poi ho visto al cinema e in cassetta come cartone animato. Ora lo guardo in diretta ogni sera nei panni del bravissimo Manuel Frattini».
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