Il Tirreno

Livorno

Via Aiaccia, discarica a cielo aperto

Juna Goti
Via Aiaccia, discarica a cielo aperto

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LIVORNO. A vederlo quasi non ci si crede: in via Aiaccia (la traversa di via Firenze che porta nell’entroterra di Stagno) le discariche abusive spuntano come funghi. Divani, frigoriferi, stufe, panchine, perfino un water: sono tutti ammassati ai lati del ponte che porta alla zona industriale. Sopra corre la bretella autostradale dove ogni giorno, in barba alle regole e alla sicurezza, c’è chi accosta il furgone e rovescia sulla strada (da un paio di metri di altezza) ogni genere di schifezza.

Ma questi primi metri non sono che l’antipasto. Procedendo verso i campi, all’altezza del rifornitore di metano per auto, spunta un altro scenario desolante: un trattore arrugginito, qualche furgone, decine di elettrodomestici, una camera da letto al completo, lastre di eternit e bidoni. Qualcuno deve avere pensato a uno sgombero di fortuna: pacchi di vecchi libri e bollette, decine di medicinali scaduti, cappotti da lavoro e anche un paio di sci. Poi tre panchine di marmo sradicate da chissà quale parco.

L a montagna abusiva è comparsa in via Aiaccia una settimana fa: a segnalarla è il rappresentante dei giovani del Pdl, Peter D’Ascenzo, insieme ai proprietari delle attività industriali dell’area. «Siamo stanchi di questo tram tram — sbotta Giovacchino Pettinato, titolare della Gino Pneumatici — negli ultimi giorni abbiamo chiamato la Rea, il Comune di Colle e i vigili: stiamo ancora aspettando che qualcuno venga per la rimozione». «Ma perché — chiude rivolgendosi agli autori del gesto — questi signori non vanno a scaricare a casa loro?

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