Gioco
Lassessore difende la Provincia: gestiamo i tagli, la partecipata ricorre al Tar
Scoppia la bufera sugli avvisi Atl Nocchi: «Azienda irresponsabile»
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Lavviso Atl che ha scatenato le polemiche 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «I dirigenti di Atl sono stati scorretti e irresponsabili. I tagli al trasporto saranno pesanti, è vero: ma l'azienda, negli ultimi sei mesi, non ha mostrato un briciolo di collaborazione». E' un fiume in piena l'assessore provinciale, Piero Nocchi, all'indomani della pubblicazione sul Tirreno degli avvisi affissi dalla partecipata alle fermate dei bus. Uno, in particolare, su cui prima di elencare la lista delle corse soppresse compare la frase: «Vista la decisione assunta dalla Provincia di Livorno...». «In questa fase - interviene Nocchi - servono senso di responsabilità, capacità e intelligenza. Non si possono fare passare messaggi sbagliati: il gesto è gravissimo. I dirigenti sanno bene che il 90 per cento delle risorse destinate al trasporto arrivano da Roma. La Provincia, capofila dei Comuni dell'area livornese, sta cercando di gestire al meglio i tagli». Ieri mattina, dopo una serie di telefonate infiammate, i vertici di palazzo Granducale hanno chiesto all'azienda di rimuovere tutti gli avvisi. «I dirigenti - continua Nocchi - non sono stati collaborativi. Abbiamo cercato di costruire con loro un nuovo scenario, ma hanno rifiutato». Va detto, però, che la Provincia ha effettivamente imposto ad Atl un nuovo piano della mobilità che sarà presentato ufficialmente la prossima settimana. «Atl - risponde Nocchi - avrebbe potuto firmare un atto di accordo per la continuità del servizio. Invece c'è stata subito una rottura sul valore riconosciuto al chilometraggio. Così siamo arrivati alla firma dell'imposizione». «Atl - precisa - ha presentato un doppio ricorso al Tar: il primo per l'imposizione di servizio dell'ultimo mese del 2010 (che comunque non prevedeva tagli) e il secondo per il nuovo piano. La nostra Provincia è stata l'unica in Toscana a riconoscere, nel determinare il valore euro/chilometro, i costi reali del servizio. Significa che saremo costretti a tagliare i percorsi, ma con la speranza di ridurre l'impatto sul personale». «Noi - affonda - siamo qui a tamponare l'emergenza, mentre loro presentano due ricorsi al Tar. Sei mesi fa abbiamo chiesto all'azienda di fare la sua parte, di presentare almeno un piano di riorganizzazione interna: non è mai arrivato. Mi dispiace dirlo ma Tiemme si sta comportando in modo diverso: le difficoltà sono le stesse, eppure c'è la consapevolezza di remare insieme sulla stessa barca. Non gioca allo scaricabarile». Per dopodomani è previsto un faccia a faccia con le aziende del territorio per definire gli ultimi dettagli del piano in vigore dal 24. «Mi auguro - chiude Nocchi - di riuscire a costruire un rapporto diverso con Atl. Intanto scatteranno meccanismi di controllo sui servizi e sulla gestione della fase di emergenza». Volantini compresi... J.G.
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