Il Tirreno

Livorno

Pensavano fosse scippatore, invece era claustrofobico

Lara Loreti
Due volanti della polizia in viale Carducci (foto archivio)
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Due volanti della polizia in viale Carducci (foto archivio)

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 LIVORNO. Per originare l'equivoco basta vedere un ragazzo che corre tenendo stretta a sé una borsa. «Al ladro, al ladro, chi ha derubato?», grida la folla, che inizia a rincorrerlo. Ma non finisce qua: alcuni passanti riescono a fermarlo e lo picchiano. Due parà della Folgore lo salvano dal linciaggio e lo consegnano alla polizia. Ma in realtà è solo un giovane colpito da un attacco di claustrofobia.  Venerdì pomeriggio, viale Carducci. Un livornese di 29 anni, che abita ad Antignano, si trova sul bus quando viene colto da un attacco di claustrofobia. Il mezzo pubblico è pieno di gente e lui non resiste. Così alla fermata successiva scende. Appena messo il piede per terra, vede un passante e si spaventa: ha come l'impressione che quell'uomo lo guardi con fare minaccioso. E, molto probabilmente suggestionato dal malore, teme di essere aggredito. Perciò comincia a correre, tendendo stretta in mano la sua borsa per non perderla.  Lo vedono un gruppetto di passanti, che di fronte a quella scena, immaginano che il giovane abbia appena derubato una donna e che stia scappando con la borsa in mano per farla franca. E così iniziano a rincorrerlo, riempiendolo di insulti. «Ladro, vergogna!». La caccia al furfante va avanti per diversi metri finché la folla riesce a bloccare il povero ventinovenne. Ma la gente va oltre: lo prende a spintoni e "manate". Il giovane cerca di spiegare la sua posizione, ma i cittadini non gli danno la possibilità.  In quel caos intervengono dei parà, anche loro di passaggio, che di fatto lo prendono sotto la propria posizione, salvandolo. Poi i militari chiamano la polizia.  In pochi minuti, in viale Carducci, più o meno all'altezza del numero civico 8, arrivano gli agenti delle volanti. A loro il ventinovenne che soffre di claustrofobia spiega come sono andati in realtà i fatti e professa la sua "innocenza". I poliziotti analizzano il contenuto della borsa, che corrisponde perfettamente alla descrizione fatta dal giovane, che così viene "rilasciato". Gli aggressori intanto hanno già tolto il disturbo...

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