Sicurezza
Ancora ispettori alla Sintermar
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Manifestazione davanti alla Sintermar Trovata al lavoro una cooperativa non autorizzata
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LIVORNO. Nuovo capitolo della guerra commerciale per accaparrarsi i traffici di autovetture nuove. Ieri mattina, dopo alcune segnalazioni arrivate da lavoratori, gli ispettori dell'Autorità Portuale hanno effettuato un blitz al terminal Sintermar, sul Canale Industriale, dove hanno trovato al lavoro «personale non autorizzato». Si tratta, nella fattispecie, di una ventina di lavoratori della cooperativa Cpm, impegnati - per conto del ricevitore delle auto Fratelli Elia - nel trasferimento dei veicoli dalla banchina di Sintermar ai piazzali di Elia. Gli ispettori si sono piazzati all'ingresso del terminal e hanno identificato i lavoratori sulle auto. Lavoratori che solo in alcuni casi hanno esibito il tesserino. Il punto, sostengono all'Autorità Portuale, è che la cooperativa Cpm è sì autorizzata a lavorare in porto, ma solo per «servizi» come la smarcatura e lo svuotamento dei contenitori: non per il trasferimento delle macchine per il quale - secondo l'Authority - sono solo due le imprese autorizzate: la Compagnia Portuale e Unicoop Servizi. Domattina l'Authority metterà a verbale quanto riscontrato e proporrà, a quel che si è saputo, la revoca dell'autorizzazione alla Cpm. I rappresentanti di Fratelli Elia però sostengono la piena legittimità della chiamata al lavoro di Cpm per le auto. «Il trasferimento è da un terminal privato, Sintermar, a un'area privata, i nostri piazzali, e può essere eseguito da chiunque». Tant'è che, normalmente, viene fatto dal personale di Elia. «Ancora una volta - commenta il sindacalista della Filt Cgil Simone Angella - l'imprenditoria cerca di scavalcare le regole, approfittando della situazione di difficoltà dei lavoratori». E giovedì prossimo, sul tema delle regole violate, è convocata la commissione consultiva dell'Autorità Portuale. C.M.
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