Il Tirreno

Livorno

Università di Pisa: professore picchiato dopo le bocciature

Candida Virgone

Un professore di francese dell’ateneo di Pisa, Charles Barone, è stato picchiato sulla soglia del suo ufficio nel dipartimento di filologia romanza

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PISA. Aggredito in facoltà, nella sua stanza, probabilmente per una bocciatura. Non si esclude che il “vendicatore” possa essere il fidanzato o un amico di una delle numerose respinte. Un professore di francese dell’ateneo di Pisa, Charles Barone, 55 anni, è stato picchiato ieri pomeriggio al dipartimento di filologia romanza. Preso a pugni in viso, ferito al mento e alla gola, forse perché l’aggressore aveva in mano delle chiavi o un anello con cui gli ha procurato due tagli.

«È una metafora»: commenta rassegnato il docente. In che senso professore?, gli chiediamo. «Una metafora del fatto che non contiamo niente, non abbiano alcuna considerazione, dobbiamo solo dare dei diplomi, promuovere, a fronte di un disimpegno palpabile. Ma non ho intenzione di piegarmi a tutto questo». Insomma il prof. Barone, se necessario, continuerà a bocciare.

L’aggressione è avvenuta ieri pomeriggio, verso le 17, a palazzo Matteucci, in piazza Dante. Il professore era nel suo ufficio, nel dipartimento di filologia romanza, comune a due facoltà, quella di Lettere, e quella di Lingue, a cui Barone appartiene come professore di francese. Ieri pomeriggio nel dipartimento c’erano solo una studentessa in biblioteca e il professore nel suo studio.

«Ho sentito bussare - racconta Barone - e sono andato ad aprire la porta. Mi sono trovato davanti un uomo con un cappellino bianco in testa e dei guanti, anche questi chiari, forse in lattice. Ho pensato che fosse un muratore, visto che nel palazzo ci sono i lavori, ma non ho fatto neanche in tempo a realizzare cosa accadesse: sono stato colpito al viso da 3-4 pugni e sono caduto. Mi sono rialzato per vedere chi fosse, ma lo sconosciuto era già scappato in fondo al corridoio. La studentessa che era in biblioteca mi ha detto che si trattava di un ragazzo di circa trent’anni. Fuggito l’aggressore mi sono accorto che gola e mento sanguinavano. Allora ho chiesto alla studentessa che era in biblioteca di chiamare il 118». Che da poco ha il nuovo servizio affidato alle associazioni di volontariato. Sono arrivati i volontari della Misericordia: hanno medicato il professore e lo hanno accompagnato al pronto soccorso di Cisanello, dove la ferita è stata suturata con due punti: prognosi di dieci giorni.

Sospetti? In facoltà un’idea ce l’avrebbero. La mattina c’erano stati esami: Barone aveva respinto i due terzi dei candidati. Su 15 allievi, per lo più ragazze visto che facoltà è rosa al 95%, solo 5 avevano superato la prova. Dieci, tutte donne, erano state respinte. Lo sconosciuto aggressore potrebbe essere stato motivato da un’assurda rivalsa per quel risultato.

Una vendetta? «Può darsi - replica il docente - ma non saprei. Badi bene però che c’era anche gente che veniva per la terza o quarta volta. L’impressione è che si voglia affrontare un esame senza la necessaria preparazione, ma non è possibile. È incredibile...». Sul caso indaga la polizia, che ha raccolto la testimonianza del docente e dell’unica testimone. «Un episodio gravissimo, che richiede soluzioni urgenti»: ha commentato il preside di Lettere, Alfonso Maurizio Iacono.

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di Redazione web