Gioco
Tenta il suicidio, salvato alle Sughere
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Linterno del carcere delle Sughere Giovane detenuto si impicca dopo aver bevuto detersivo
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LIVORNO. Ancora un tentativo di suicidio sventato dalla polizia penitenziaria alle Sughere: un detenuto ha tentato di togliersi la vita bevendo del detergente e poi impiccandosi, ma è stato visto dall'agente di sorveglianza e portato al pronto soccorso, dove i medici sono riusciti a salvargli la vita. Se la caverà con una prognosi di dieci giorni. Il drammatico episodio è avvenuto nalla tarda serata di lunedì, in una delle celle dei detenuti comuni della casa circondariale. Le notizie in merito sono piuttosto scarne. Il protagonista dei fatti, in giovane di origine straniera ma di residenza livornese e cittadinanza italiana, ad un certo punto ha tentato di impiccarsi con un rudimentale cappio, dopo aver ingerito una notevole quantità di detergente per i pavimenti. Per fortuna l'agente della polizia penitenziaria in servizio in quel momento (il personale di custodia in servizio è in numero drammaticamente più basso del dovuto in un carcere che invece ospita 467 detenuti in luogo dei 284 previsti come capienza massima), è riuscito ad accorgersi di ciò che stava succedendo. L'agente ha dato l'allarme e il detenuto, che già in passato era stato protagonista di episodi di autolesionismo, è stato soccorso dapprima dal personale medico delle Sughere, poi preso a bordo di un'ambulanza e trasportato al pronto soccorso, dove i medici sono riusciti ad evitare il peggio. Quello di lunedì altro non è che l'ennesimo tentativo di togliersi la vita da parte di un detenuto delle Sughere, una struttura che, secondo i dati resi pubblici a suo tempo dal sindacato Uil-Penitenziari, è al secondo posto fra le carceri di tutta Italia per numero di tentativi di suicidio: ben 47 i casi avvenuti nell'arco dei dodici mesi dello scorso anno. L'unico carcere che nel 2010 ha avuto più tentativi di togliersi la vita, è, con 48 casi, quello di Lecce, ma va sottolineato che di tentativi dei detenuti di farla finita se ne contano più qui da noi che nel carcere di Poggioreale a Napoli (37) o in quello di Rebibbia a Roma (30). Tutti episodi, quelli delle Sughere, in cui delle vite, spesso giovani sono state salvate dagli agenti della Penitenziaria, nonostante l'annosa difficoltà di operare costantemente sotto organico. E questo senza contare i casi, come quello del giovane Yuri Attina, trovato senza vita nella sua cella per motivi che devono ancora essere ufficialmente chiariti, e del quale sono in programma per stamani alle 11,30 i funerali alla cappella del cimitero dei Lupi.
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