Il Tirreno

Livorno

Tessera del pescatore «Sarà soltanto una nuova tassa»

Un pescatore con la canna sul molo Elba
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Un pescatore con la canna sul molo Elba

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 LIVORNO. Corse preoccupate ad informarsi in Capitaneria, il sospetto che stia per arrivare un nuovo balzello, che potrebbe anche rivelarsi pesante per qualche anziano pescatore, e che qualcuno, se effettivamente si dovrà pagare per pescare, annuncia sin da ora che non pagherà. E questo mentre i venditori di canne, lenze ed esche, temono che l'obbligo dei pescatori di registrarsi in Capiatneria, perché di questo si sta parlando, dia un'ulteriore mazzata ai loro bilanci.  La notizia dell'obbligo di registrarsi in Capitaneria è stata al centro delle discussioni dei pescasportivi livornesi, che comunque hanno ben pochi dubbi sul fatto che questa registrazione finirà per essere a titolo oneroso e che quindi si dovrà pagare per pescare, come avviene già in fiumi e acque intene, dove chi vuole far fare il bagno ad ami ed esche deve pagare 35 euro l'anno.  «Non ci sono dubbi, questo non sarà altro che un ulteriore modo di prendere soldi alla gente - sostiene Bruno Rocco - non credo nemmeno un po' che ci siano motivazioni ecologiche: se gli stesse davvero a cuore l'ambiente dovrebbero controllare meglio chi strascica sottocosta».  Camillo Massarelli, piemontese trapiantato da decenni a Livorno, ha appena lasciato il molo Capitaneria, dove è andato a ragni, e già che c'era è andato ad informarsi al comando della Guardia Costiera. Anche lui ha diversi dubbi sul censimento ma comunque afferma che se dovrà farlo, pagherà quello che deve, nella speranza però che «almeno ci lascino i posti dove andare a pescare».  Simone Baroni, anche lui impegnato con canne e mulinelli sul molo Elba, nota con ironia che lui dovrà registrarsi (e quindi con molta probabilità pagare) due volte, una come pescatore con la canna, l'altra come subacqueo, anche se alla fine, per motivi di lavoro, ha poco tempo da dedicare alla sua passione. «Credo che alla fine questa legge non servirà ad altro che a prenderci i soldi e basta», conclude da amaramente il giovane pescatore.  Ivano Albieri sta sfidando il vento freddo che soffia ai "piloti", e spiega di aver chiesto e ottenuto conferma dal figlio, marinaio in Capitaneria. Anche lui teme che questo censimento non sia altro che l'anticamera di una tassa sulla pesca, «come è successo da tempo su fiumi e laghi». Poco più in là un giovane pescatore, Marco, afferma chiaro e tondo che se alla fine verrà fuori che si dovrà pagare per pescare, lui non tirerà fuori un euro: «Voglio vedere cosa succede poi, cosa faranno, una multa da duemila euro a chi non ha risposto al censimento?».  E infine ecco, sul molo della ex Lips, in Darsena Nuova, Riccardo Merilli, pescatore dall'età di 6 anni, che è appena tornato da Parma e chiede lumi sul censimento, e poi conclude: «Non capisco quale impatto possiamo aver noi pescatori sull'ambiente con le nostre attrezzature. Certo che non capisco perchè dovremmo eventualmente pagare. Anzi - afferma - dovrebbero darci qualcosa per il fatto che con la nostra presenza tuteliamo l'ambiente e le zone costiere da vandali e malintenzionati».

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di Redazione web