Gioco
LACCUSA DELLA CGIL
«Sulle banchine violati contratto e orari»
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Simone Angella (Filt Cgil) con i lavoratori di Tdt 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Tutti i giorni ci troviamo a dover fronteggiare abusi, irregolarità, forzature delle regole. Il porto sta diventando una giungla e oggi più mai è necessario un rispetto delle regole». Parla Simone Angella, responsabile porti della Filt Cgil. Partiamo dal caso New Transport: dipendenti con regolare contratto ma pagati a giornata. «Una cosa incredibile. Purtroppo veniamo a conoscenza di queste situazioni quando ormai è troppo tardi: spesso quando ci chiamano per dirci che l'azienda ha qualche difficoltà. Nelle aziende dove siamo presenti, non risultano situazioni analoghe. Però quante altre mancanze». Ad esempio? «Sulla sicurezza si tende a non ottemperare alle leggi, perchè la sicurezza costa e le aziende, in questa fase di crisi, tendono a risparmiare. Costa tenere un preposto fuori dalla produzione. Costa rinnovare il parco mezzi: ci sono aziende dove si lavora con residuati della Prima Guerra mondiale, che sono ovviamente molto più pericolosi dei mezzi moderni. C'è poi la questioni degli orari». Le aziende tendono alla flessibilità totale. «Sì, è un modello che ha fatto scuola anche in porto. Le aziende tendono ad adeguare l'orario di lavoro dei dipendenti alle esigenze produttive, forzando il contratto. Posso fare nomi e cognomi». Prego. «La Seatrag, che si occupa di cabotaggio, utilizza lavoratori part-time a seconda delle proprie necessità di orario, senza preavviso, e ricorrendo allo straordinario strutturale. Ci sono poi altre situazioni, ma fortunatamente fuori dal porto». Altre situazioni a rischio? «Quella della Harbour Service, un'impresa autorizzata a fornire alcuni servizi alle aziende del porto, come lo svuotamento e la smarcatura dei contenitori. Ha licenziato 4 lavoratori e altri ancora rischiano. Ma in questo caso la responsabilità è dei terminalisti, che non danno garanzie nè sull'entità nè sulla durata del contratto. Ci sono aziende che stanno in piedi da anni per miracolo». (c.m.)
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