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Il Corriere di Livorno mette tutti d'accordo in Provincia
Federica Boldrini
Approvato all'unanimità un documento su cassa integrazione e stipendi arretrati ai dipendenti
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LIVORNO. In Provincia la questione dei lavoratori del "Corriere di Livorno" ha messo tutti d'accordo. È stato approvato ieri un documento sulla vicenda del quotidiano che ha chiuso i battenti il 10 novembre, cui hanno aderito tutti i consiglieri della commissione provinciale emergenza occupazionale. La testata di proprietà di Cristiano Lucarelli è stata, per la seconda volta, al centro del dibattito e il presidente Michele Mazzola (Federazione della Sinistra-Comunisti Italiani) ha confermato la volontà della commissione di impegnarsi a sostegno dei dipendenti del giornale (15 fra giornalisti e poligrafici) i quali, oltre che senza lavoro, devono riscuotere 8 mensilità. Il consiglio provinciale potrebbe discuterne già il 27 gennaio. «Nel frattempo - ha assicurato Mazzola - partiranno inviti formali al proprietario della testata e ai vertici della Adriano Sisto Editore per partecipare a una seduta di commissione». Nel documento si invita l'amministrazione provinciale ad "attivare tutti gli strumenti affinchè la pratica di richiesta della cassaintegrazione straordinaria sia accolta in tempi brevi". I consiglieri auspicano che "ai lavoratori siano riconosciuti i diritti salariali in termini di retribuzioni arretrati e liquidazioni". «Quello della proprietà - ha preso la parola il consigliere Coluccia (Pd) - è un atteggiamento schizofrenico, preoccupante e che ci lascia esterrefatti. Lucarelli deve delle risposte prima di tutto ai lavoratori e poi alla città». Ad integrazione del documento le proposte di Corsinovi (Pdl) di coinvolgere anche l'Ordine dei giornalisti e del consigliere di Sel, Adriani di rimarcare la circostanza dei numerosi stipendi arretrati.
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