Gioco
Busta paga di 250 euro agli operai
Azienda degli Sgarallino, scovata dall'Inps, chiude e licenzia 7 dipendenti
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LIVORNO. Nell'Italia del ricatto occupazionale quotidiano, più o meno velato, succede anche questo: che sette lavoratori, pur di mantenere il posto, accettino di essere pagati a giornata, nonostante abbiano regolari contratti di lavoro. Lavori cinque giorni al mese? Ti pago per cinque giorni, con una busta paga di 250 euro. Salvo poi, gli stessi lavoratori, essere licenziati senza preavviso e senza avere il piaciere neppure di una spiegazione del titolare, trasferitosi nel frattempo in Sudamerica. L'impresa in questione è la New Transport di Alessandro Sgarallino, ultima generazione della dinasty portuale degli Sgarallino. I lavoratori sono stati licenziati il 1º dicembre. E dopo un mese di vani tentativi di essere pagati - avanzano in tutto circa 10mila euro - si sono decisi a raccontare la loro disavventura, assistiti dalla Filt Cgil. La New Transport adesso è stata messa in liquidazione. Fino al 1º dicembre ha lavorato in porto per conto della Compagnia Portuale. I sette dipendenti si occupavano di trasportare con i pulmini i portuali impegnati nel trasferimento delle autovetture nuove dalla banchina ai piazzali. Un lavoro con scarsi margini di guadagno. E dunque il titolare, stando a quanto raccontano alla Filt Cgil, aveva pensato bene di risparmiare sul costo del lavoro. «Nella sostanza - spiega Simone Angella, responsabile porti della Filt - i lavoratori venivano messi di fronte a un aut-aut: "ti pago per le giornate che lavori, se vuoi lavorare il sistema è questo, altrimenti chiudo"». Una situazione che è venuta a galla dopo che i dipendenti hanno ricevuto le lettere di licenziamento. «Ci hanno portato le loro buste paga - dice il sindacalista - e abbiamo visto che c'erano stipendi di 400 euro, ma anche di 250 euro. Una cosa indegna di un Paese civile». Si è saputo poi che è stata l'Inps a sollevare la questione, chiamando in causa anche la committente Compagnia Portuale. La Compagnia, che non sapeva delle inadempienze della New Transport, ha chiesto alla ditta di regolarizzare la propria posizione ma quest'ultima ha preferito chiudere. «E non riusciamo neppure a parlare con il titolare, che pare si sia trasferito in Cile» spiegano alcuni lavoratori. Adesso decisi a fare vertenza al liquidatore della società.
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