Il Tirreno

Livorno

Addio con le spade alzate al cielo

Clelia Zocchi
Un momento del funerale, i compagni di Soggia alzano le spade al cielo
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Un momento del funerale, i compagni di Soggia alzano le spade al cielo

Ieri il funerale di Simetrio Soggia, morto sul Romito

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 LIVORNO. Non è facile, nel 2011, imbattersi in un funerale come quello che ha avuto ieri Simetrio Soggia, il musicista morto sul Romito venerdì scorso.  Per il suo ultimo viaggio, quello che lo riporterà nella sua terra natìa, gli amici hanno deposto nella sua bara la sua spada e il suo stemma araldico.  Sopra la bara, al pari delle bandiere dei soldati, Simetrio aveva il suo elmo. L'elmo che per quasi 13 anni lo ha fatto conoscere come Simtrich di Buda, il cavaliere.  Un cavaliere che dal maggio 1998 ha solcato campi di battaglia in Italia e mezza Europa e che ieri ha ricevuto il saluto di compagni d'arme provenienti da ogni parte della penisola. Tutti accorsi a Livorno per salutare Simetrio e abbracciare i componenti del suo gruppo di rievocazioni storiche, "La vergine di ferro", distrutti dal dolore per la perdita di uno dei loro soci più anziani. Tutti presenti, ognuno con al fianco la propria spada.  Alla fine della funzione, le spade cominciano a battere per terra, proprio dentro la piccola cappella della camera mortuaria. Il rumore è forte, insolito. Poi le spade si alzano tutte al cielo, in silenzio, e in silenzio si riabbassano, tornando con la punta appoggiata al pavimento.  Tutte tranne una, che con dei movimenti ritmati e conosciuti, si alza e si abbassa sulle spalle e sulla testa di un ragazzo inginocchiato per terra. Un grido squarcia il silenzio "Si erga un cavaliere". E così, nel giorno del funerale del suo maestro, Bracco da Belvedere (questo il suo nome da battaglia), viene nominato cavaliere. Non è la cerimonia che aveva sognato, non è il momento di gioia che aspettava da tempo, ma è l'ultima volta in cui il suo maestro potrà essere presente. Bracco si alza, ha gli occhi lucidi di pianto come la maggior parte dei presenti.  Una storia che può sembrare un film, uno di quelli in cui ci sono draghi e cavalieri. Ma invece è il funerale di un uomo che come passione, oltre alla musica, aveva anche quella della storia.  La storia vissuta fra duelli, armature, piccole ferite e serate intorno al fuoco. Simetrio, per più di 12 anni, è stato anche questo. E nelle menti dei suoi amici Simetrio rimarrà sempre con la sua armatura indosso, pronto a buttarsi nella mischia sotto il sole cocente di luglio.

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