Gioco
Trasporto pubblico il piano viaggia con 5 anni di ritardo
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Un bus dellAtl mentre si destreggia nel traffico di via Grande 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Nel nuovo piano della mobilità, l'amministrazione comunale punta con decisione a potenziare il servizio di trasporto pubblico. E tutti le ipotesi contenute nelle 41 pagine del documento vanno in questa direzione. C'è però da dire che proprio su questa materia, la giunta guidata da Cosimi ha accumulato cinque anni di ritardo. Nel novembre del 2005, infatti, l'amministrazione aveva costituito uno specifico gruppo di lavoro finalizzato ad affrontare le problematiche riguardanti due settori di intervento: il trasporto pubblico e il trasporto privato. Il gruppo elaborò, all'epoca, un documento di programmazione per la valorizzazione del trasporto pubblico a Livorno che indicava gli orientamenti per la valorizzazione del servizio: la realizzazione di un nuovo deposito per l'AtL e il potenziamento della flotta con mezzi a basso impatto ambientale; l'individuazione di assi di scorrimento forti per il centro, che da sud a nord attraversano la città, e assi di penetrazione al centro, che vanno da est a ovest. Allo stesso scopo, venne stabilità la necessità di individuare gli assi di scorrimento e penetrazione del trasporto pubblico privato verso le infrastrutture di parcheggio (di scambio e di prossimità). Il documento in questione individuava anche i comparti che avrebbero dovuto essere interessati da questi assi di scorrimento: comparto via Ricasoli - Corso Amedeo - via Magenta; comparto viale della Libertà - Attias; comparto piazza Dante - viale Carducci; comparto viale Carducci - Cisternone; comparto via Grande - via Avvalorati - Cisternone; comparto via Grande - via Avvalorati - via San Giovanni; comparto della Venezia. Oggi la giunta comunale non può fare altro che prendere atto della mancata applicazione di questo documento per la valorizzazione del trasporto pubblico: l'unica cosa che è stata fatta è l'inizio della costruzione del nuovo deposito Atl nell'area del Nuovo Centro. Per quanto riguarda i comparti di intervento interessati dagli assi forti di scorrimento non sono stati presi provvedimenti. Ecco perché oggi si deve ripartire da zero, o quasi.
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