Il Tirreno

Livorno

Preso l'accoltellatore di via Sardi

Lara Loreti
Preso l'accoltellatore di via Sardi

«Mi aveva fatto violenza», ha rivelato l'accusato durante l'arresto

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I carabinieri gli stavano addosso da giorni. Ma lui non lo immaginava. Forse per questo ieri mattina passeggiava senza problemi in Venezia. Jalloul Jendoubi, 42 anni, tunisino, regolare sul territorio nazionale, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile per tentato omicidio. È accusato di aver accoltellato il connazionale di 35 anni venerdì tra via Ricasoli e via Sardi. Il nordafricano, fermato sotto casa in via Strozzi, non ha opposto resistenza ai militari, anzi ha confessato tutto.

E ora è alle Sughere. È già conosciuto alle forze dell'ordine per episodi legati alla droga. Nessuna traccia invece, per il momento, dell'arma usata per il ferimento. Pare che il quarantaduenne se ne sia disfatto dopo i fatti o che comunque l'abbia nascosta. Gli investigatori comunque stanno cercando il coltello. Per i carabinieri non è stato facile rintracciare il presunto accoltellatore: pare che fosse sparito dalla circolazione.

Tuttavia, un indizio importante è venuto subito dalla testimonianza della vittima: il 35enne, infatti, che è ancora ricoverato in Chirurgia in serie condizioni, aveva riconosciuto il suo aggressore. E ai carabinieri, che l'avevano ascoltato velocemente subito dopo l'accoltellamento, aveva dato una prima versione dei fatti, fornendo particolari sull'identità delo connazionale. Da lì sono partite le indagini. Nei giorni successivi, i militari hanno setacciato il centro, in particolare le zone che si supponeva che Jendoubi potesse frequentare. È tanto tempo ormai che il tunisino sta in città: da anni è sposato con una livornese e ha anche dei figli. Regolare e ben integrato a Livorno è anche il tunisino ferito.

I due, come hanno confermato entrambi, si conoscevano da tempo. Resta tuttavia ancora un mistero il motivo che ha spinto il quarantaduenne ad attaccare l'altro. Appena preso dai militari, l'accusato ha detto di aver accoltellato il suo connazionale per vendicarsi di precedenti angherie, a sua volta subite. Dichiarazioni tutte da verificare. Per il momento, invece, la vittima non ha dato ai carabinieri altri indizi utili. Tra le ipotesi, una possibile storia di droga o un regolamento di conti. Ma sono tutte supposizioni da confermare. Le indagini continuano: nei prossimi giorni, appena starà meglio, il tunisino ferito sarà riascoltato dai carabinieri. La lite era stata molto violenta. Il più giovane dei magrebini era stato colpito da tre pugnalate profonde all'addome. Poi si era accasciato a terra, su un marciapiede del centro nel cuore della notte. Se alcuni passanti non avessero notato la macchia di sangue, probabilmente lui non ce l'avrebbe fatta.

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di Redazione web