Il Tirreno

Livorno

Porto, le sette cose da fare

Cristiano Meoni
Un pilota del porto in Darsena Toscana: sullo sfondo una portacontenitori. Senza dragaggi le grandi navi potrebbero andarsene da Livorno
◗
Un pilota del porto in Darsena Toscana: sullo sfondo una portacontenitori. Senza dragaggi le grandi navi potrebbero andarsene da Livorno

Promemoria per il nuovo presidente dell'Authority

1 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Chiunque sarà il presidente dell'Autorità Portuale, troverà ad attenderlo una bella sfilza di problemi. Ci sono nodi da sciogliere, scelte dolorose da prendere, problemi che potrebbero deflagrare. Tutte cose che Roberto Piccini frequenta da quattro anni e che un nuovo presidente dovrebbe anzitutto conoscere. Domande che impongono risposte secche: si allarga la bocca del porto oppure no? Si danno più spazi alle crociere a scapito di altri traffici? Si tengono i bacini all'ex Cantiere o si spostano? E la banchina 75? Sarà per le barchette dei diportisti del Mediceo, come dice l'accordo di programma sulla Porta a Mare, o per le navi da crociera? Ci sono poi temi che non competono all'Autority ma che dovranno essere sorvegliati: la Compagnia Portuale che direzione prenderà? Sintermar si svilupperà ancora? E reggerà l'alleanza dei portuali con i genovesi in Tdt? Ecco sette punti che chiunque salirà a Palazzo Rosciano non potrà evitare di affrontare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini