Sicurezza
La Compagnia è a un bivio O cambia o rischia di morire
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I prossimi quattro anni di mandato saranno decisivi per le due grandi imprese di braccia del porto: Compagnia Portuale (500 soci) e Unicoop Servizi (150). Soprattutto la Compagnia è chiamata a sciogliere, una volta per tutte, i nodi che sono alla base delle puntuali e milionarie perdite di bilancio che ogni anno la impoveriscono. Nodi che altrimenti saranno tagliati di netto. Ed ecco allora che dovrà affrontare, come qualsiasi altra azienda, l'insostenibile incidenza dei costi sul fatturato. Dovrà migliorare la produttività, convincendo i propri soci che o si lavora diversamente oppure non può esserci futuro. Dovrà decidere, una volta per tutte, se strutturarsi come impresa o continuare a fare prestazione di manodopera. Dovrà rinforzare le alleanze con i privati, che le fanno presidiare tutti i settori merceologici del porto, anzichè indebolirle. Chiunque salga al vertice dell'Authority, sappia che potrebbe essere chiamato ad affrontare, da arbitro, una partita che vale la storia del porto e il futuro di 500 famiglie. Manager capaci e un piano industriale in grado di convincere le banche a dare una fiducia nel medio-lungo termine: ecco quello che serve ai portuali per scongiurare il declino.
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