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DALLA PRIMA
I soldi per il Tpl non ci sono il governo fa solo demagogia
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svolto dall'azienda Atl. Sulla brutta situazione di questi giorni gravano però responsabilità politiche precise e inequivocabili. Sono i tagli del governo che hanno messo in crisi il livello del servizio, che i livornesi conoscevano, e hanno posto in seria difficoltà la programmazione futura. La demagogia della destra che imputa, alle amministrazioni locali, politiche di tagli è paradossale e pertanto inaccettabile. E' mera propaganda. In Toscana i tagli del governo ammontano al 74% delle risorse necessarie (154milioni di euro su 208milioni). La Regione Toscana ha reperito nel suo bilancio 130milioni, riducendo la potatura del governo a 24milioni (11,5%). Si tratta di risorse recuperate dai fondi accantonati negli scorsi anni per la casa e l'edilizia residenziale popolare - non spendibili nel 2011 - e che torneranno nel fondo originario grazie all'accensione di mutui e prestiti nell'anno successivo. Se la Regione Toscana non avesse preso dalla casa e messo nel Trasporto pubblico locale questi soldi, oggi il servizio dei bus non esisterebbe più. Questo è un dato di verità che deve essere portato a conoscenza di tutti i cittadini. Recentemente, poi, si è fatto un gran parlare dell'accordo Stato-Ragioni del 16 dicembre dove sarebbe stato recuperato circa 1 miliardo e 100milioni di euro. Però 435 milioni sono destinati a investimenti nel materiale rotabile ferroviario. Solo 675 milioni di euro sono destinati su scala nazionale al trasporto su gomma. Una cifra a dir poco irrisoria se si pensa solo a quanto è stato tagliato alla Regione Toscana. Ed in ogni caso dovremo attendere i futuri decreti attuativi per verificare l'effettiva entità dell'eventuale reintegro. Tra l'altro a oggi non è pure chiara la ripartizione tra le Regioni e quanto si prevede di dare alla Toscana. I tagli non sono stati per niente annullati dal governo. I tagli scriteriati e scellerati del governo hanno pure inciso sui bilanci dei comuni, che hanno grandi difficoltà a mantenere le loro quote di risorse. La politica di tagli e restrizioni del governo produce macelleria sociale e mette a rischio altresì i posti di lavoro di tutte le aziende di trasporto, anche di quelle aziende solide che - come l'Atl - hanno i bilanci in pareggio da alcuni anni, grazie pure all'impegno di una parte molto consistente di lavoratori. Ci sono però aziende e aziende, città e città per il governo Berlusconi. Mi chiedo, infatti, come farà l'Atac di Roma a pagare gli stipendi degli 850 nuovi assunti (amici e familiari di politici, alemno secondo quanto emerge dalla stampa). Si prevedono risorse straordinarie per l'azienda di trasporto della capitale amministrata dal sindaco Pdl Alemanno? Sono quelle appunto previste dall'accordo stato-regioni del 16 dicembre? Maurizio Bettini Assessore comunale alla mobilità urbana
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