Gioco
Mettiamo pure la Madonna ma con un progetto più bello
Guido Guastalla
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Se avessi dovuto decidere su "questa" Madonna all'imboccatura del porto di Livorno, avrei detto di no. Ma non per le ragioni espresse dall'amico Iacono, ma semplicemente per un giudizio negativo sul piano estetico: questo progetto non mi convince e sfido chiunque, su un piano intersoggettivo, se non oggettivo, a dire il contrario. E poiché Bello, Buono, Vero nel sentimento religioso devono coincidere, così nel Cristianesimo, come nell'Ebraismo, non credo si possa promuovere un sentimento di solidarietà sul piano religioso se non attraverso la presenza di questi che Von Balthazar chiamava i tre trascendentali. In un recente convegno su Arte ed Ebraismo abbiamo affrontato il tema di una arte aniconica o anticonica, cioè senza o contraria alle immagini pittoriche e soprattutto scultoree della figura umana, per arrivare alla conclusione che la preoccupazione maggiore del testo biblico era rivolta principalmente al problema dell'idolatria. Quello dell'idolatria è un tema complesso e suggestivo che ha sempre appassionato le fedi religiose ma anche la filosofia sin dalle sue origini fino all'epoca moderna (basta pensare a Bacone e alle sue varie forme di Idola): lo possiamo riassumere nel problema del rapporto mezzi-fini e dello scambio che spesso avviene per cui un mezzo (ad esempio il denaro o il consumo) si trasforma in un fine, e un fine (cioè un principio etico universale) si trasforma in mezzo. Non mi sembra, anche se in questo sono un osservatore esterno, che la Chiesa di Benedetto XVI, lasci correre sui pericoli della idolatria moderna che è molto più subdola e sottile di quanto si pensi, e che trova nel consumismo e nel materialismo i suoi nemici peggiori. Ma le affermazioni successive di Iacono sul fatto che non è la religione cattolica a non essere accettata ma è la stessa a non accettare i diversi, mi induce a pensare che oggi sia più urgente un dialogo interreligioso che comprenda anche i non credenti. In effetti, e ne parlavo recentemente con Giulio Giorello: sembra che i laici siano rimasti aggrappati ad un mito secolarista, spesso di tipo giacobino, che aveva un senso contro l'assolutismo legittimato dai capi religiosi nella società pre-secolare, ma che non ne ha più in una società come quella attuale che possiamo con Habermas e Rawls definire post-secolare. In epoche diverse gli ebrei italiani firmarono il concordato e l'intesa con lo Stato italiano, ritenendo, sia all'epoca fascista, sia in quella craxiana della Prima Repubblica di ottenere una buona legge a tutela e salvaguardia dei propri diritti. Le leggi, si sa, sono storicamente determinate e quindi sempre perfettibili e migliorabili, ma nessuno firma a cuor leggero un testo che dovesse apparire palesemente discriminatorio. Accusare oggi lo Stato italiano di effettuare discriminazione mi sembra sinceramente eccessivo e fuorviante. Ma ritorniamo alla statua della Madonna. Perché avrei detto di si ad un progetto esteticamente valido? Le religioni pensano che i valori non sono creati dagli uomini ma ci sono stati consegnati, e comunque vivono e si trasformano in una dimensione tradizionale che può incontrare altre tradizioni, dialogare con esse, recepirne alcuni elementi, farli propri, trasformarli: è quanto è avvenuto per l'ebraismo e per il cristianesimo e il loro incontro con la tradizione greca e romana, con la filosofia platonica e poi aristotelica (che sicuramente si rifacevano ad un ethos tradizionale presente nella società) sin dal III secolo a.C. e poi su su con Agostino, Tommaso e Maimonide. Lo stesso sarebbe avvenuto con l'islam se il progetto di Averroè non si fosse concluso tragicamente col prevalere del fondamentalismo contrario alla razionalità del pensiero greco. Un certo laicismo moderno e contemporaneo pensa invece che il mondo dei valori sia opera dell'uomo e soprattutto che si realizzi attraverso la distruzione e il superamento della tradizione: è la conclusione a cui giunse il giacobinismo, il materialismo nel XVIII secolo e successivamente il marxismo. Il Novecento è stato il campo di battaglia, dagli esiti disastrosi, di questo modo di vedere. Ecco perché, se il vescovo e con lui le autorità cittadine, scegliessero un bel progetto, sarei d'accordo, anche se non sono cattolico, e credo che lo sarebbero tutti, tranne coloro che sono irriducibilmente antireligiosi.
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