Gioco
Il sindacato ha fatto solo danni
Dino Farnesi
Caso Fiat: perché mi auguro che la Fiom perda
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Ho letto, con un certo sconcerto, quanto scritto sul giornale di giovedì da Sergio Barsotti a proposito del caso "Mirafiori". Anch'io, come il suddetto, vivo da 70 anni a Livorno ma forse a differenza dello stesso, ho passato metà della mia vita a lavorare in una industria manifatturiera. E qui, dagli anni '70 in poi si è veramente assistito a tutto e a tutto di più da parte dei vari sindacati scatenati e resi forti dallo "Statuto dei lavoratori" prima e dalla acquiescenza del potere politico del tempo poi che tollerava comportamenti che travalicavano libertà e democrazia finendo coll'imporre ai molti le volontà dei pochi. Perchè non si guarda al tasso di assenteismo italiano in paragone ai nostri concorrenti? Perchè non si guarda ai cosidetti scioperi selvaggi o a scacchiera? Perchè non si guarda al fatto che per prendere una banale decisione aziendale si debba discutere mesi o quando va bene settimane ed infine cedere qualcosa che in ultima analisi si trasforma in un incremento del costo el lavoro? Non è certo casuale il fatto che in Italia non vengono effettuati investimenti da aziende estere! Il sindacato, nella sua peggior espressione non ha, a mio parere, fatto grande la Fiat e le altre industrie italiane ma, distruggendo anche il metodo meritocratico per una soviettistica visione del "tutti uguali" nonchè della continua pressione per l'incremento dei posti di lavoro indipendentemente dalla reale necessità ha eroso e infine distrutto quanto era stato fatto di positivo nel primo dopoguerra. Qui non si tratta di augurarsi che il baluardo della Fiom non ceda ma casomai il contrario per far sì che il nostro Paese si possa risollevare abbandonando una arcaica concezione del mondo del lavoro per una moderna visione dello stesso e per un reale rispetto dei ruoli.
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