Il Tirreno

Livorno

«Senza motorini il centro muore»

Federica Boldrini
Ennio Botti e altri commercianti di Corso Amedeo, allarmati per l’ipotesi di chiudere la Ztl ai motorini
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Ennio Botti e altri commercianti di Corso Amedeo, allarmati per l’ipotesi di chiudere la Ztl ai motorini

I commercianti contro la chiusura della zona a traffico limitato alle due ruote

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LIVORNO. Sono state sufficienti poche parole - "Ztl estesa anche a moto e scooter" - e apriti cielo. I commercianti del centro sono già sul piede di guerra, tanto che, per contrastare la eventuale decisione del Comune di chiudere la ztl alle due ruote, i negozianti di Corso Amedeo stanno pensando di costituirsi in un comitato. Ma la zona non fa differenza. Da via Fiume a piazza Benamozegh, passando per via Buontalenti le reazioni sono state unanimi: «Vogliono far morire il centro e se continuano con queste scelte ci riusciranno». 

E se c'è chi, come la commessa di Naturhouse di via Vittorio Veneto, non si è ancora fatta un'idea precisa, c'è anche chi le idee le ha già molto chiare. «Come se non fosse già abbastanza complicato raggiungere il centro - dice Silvia Cara, titolare del negozio Arte Orafa - adesso se non fanno più passare neppure i motorini è la fine». Tante le cose che già non vanno bene secondo la signora Silvia: «Il Comune sta facendo di tutto per far morire il centro: mancano i parcheggi, la zona è trascurata, i collegamenti con i mezzi pubblici sono scadenti e adesso anche questo. Allora lo dicano che vogliono che la gente il centro non lo frequenti più e preferiscono dare una mano alla grande distribuzione». 

A puntare il dito contro le scelte dell'amministrazione è anche Luca Caffaz, titolare dell'omonimo negozio di via Vittorio Veneto: «Non condivido affatto questa proposta. Chiudere il traffico ai motorini vorrebbe dire svilire il centro ulteriormente, senza contare che i livornesi del motorino non possono farne a meno». Più pacato, ma pur sempre incredulo è il titolare del negozio Tendaggi Del Pino che ammette: «Conosco persone che in motorino arrivano anche da Montenero o dall'Ardenza, se estendessero la Ztl non sarebbe più la stessa cosa». 

E spostandosi di qualche passo verso piazza Benamozegh le reazioni non cambiano, anzi. Qui sono i commercianti stessi che raggiungono il posto di lavoro in sella al loro motorino. Così fa Andrea, titolare del negozio Vendal, che non crede alle proprie orecchie: «Estendere la Ztl mi sembra una scelta assurda, inutile e pure dannosa. Non solo dovrò spostarmi in macchina e pagare un parcheggio salato, ma perderò anche dei clienti». Già perché, conferma Andrea, «le persone che vengono da me arrivano sempre in motorino. Il problema dei parcheggi è enorme e una scelta del genere porterebbe il centro città alla morte». Anche qui torna prepotentemente a galla il tema della grande distribuzione. «Ho l'impressione che si faccia di tutto per agevolare centri come l'Ipercoop e molto poco per il piccolo commercio».

Dito puntato contro Porta a Terra anche da parte dei titolari del Bottegone Alpes a due passi dal mercato centrale: «Provino a farla lì la Ztl, voglio vedere. Tutti i servizi vengono dirottati sull'Ipercoop e a noi rendono la vita impossibile. L'unica cosa positiva? L'eventuale riapertura di piazza Cavour».  Fronte unitario anche per i commercianti di Corso Amedeo che, già penalizzati dalla Ztl in sé, dicono, non potrebbero sopportare anche la limitazione per i motorini. «Abbiamo già perso diversi clienti negli anni proprio perché non possono raggiungerci con la macchina - spiega Ennio Botti della gelateria DolceFreddo - e adesso che i nostri clienti sono soprattutto giovani e giovanissimi che si spostano con il motorino sarebbe la fine. Possiamo anche chiudere».

Dello stesso avviso anche il titolare della pizzeria Speedy, Lisa del negozio di abbigliamento Gallo e Ilaria del negozio di scarpe Virage. «Vorrà dire che se rimarremo senza lavoro andremo tutti a mangiare in Comune».

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