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Livorno

Piccini: ecco perché ho fatto ricorso

Roberto Piccini   presidente Autorità Portuale
Roberto Piccini
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Roberto Piccini

Mi aspetto che le istituzioni rispettino il giudizio del Tar

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 L'editoriale pubblicato ieri - che auspica "un colpo d'ala per la guida del porto" - mi chiama a spiegare le ragioni che mi hanno consigliato di impugnare, per primo, la lettera del ministro che ha respinto la terna espressa dagli enti locali. Lo ho fatto proprio perchè ritengo che la politica debba avere un sussulto e mettere da parte "la difesa ad oltranza" di "inimicizie personali" e di contrapposizioni "prive di contenuti alternativi": debbo però dissentire quando si prospetta che la difesa delle candidature espresse dalle istituzioni locali coincida con una difesa oltranzista "di posizioni personali".  Io non credo che un salto di qualità della politica possa aversi senza garantire la dignità del ruolo che ministro, presidente della Regione ed istituzioni locali sono chiamati a svolgere nel procedimento di nomina; e sono convinto che LA leale collaborazione fra Stato, Regione ed istituzioni locali debba essere diretta a realizzare l'interesse pubblico.  Nella fase dell'espressione delle candidature, i Comuni di Livorno e di Capraia e la Provincia di Livorno hanno giustificato l'indicazione del mio nome per consentirmi di concludere un lavoro avviato nella pianificazione urbanistica del porto di Livorno e nella razionalizzazione delle funzioni degli scali che l'Autorità Portuale amministra; la Camera di Commercio ha espresso un diverso orientamento indicando il suo presidente e ancora il Comune di Capraia quella dell'attuale assessore ai trasporti della Provincia.  Il ministro aveva tre diverse indicazioni fra le quali ricercare l'intesa con il presidente della Regione: la richiesta di una seconda terna avrebbe presupposto ragioni di pubblico interesse, che egli avrebbe dovuto esprimere e motivare e che io avrei considerato ed accettato se condivise dalle istituzioni locali che mi hanno espresso.  Quello che invece non ho inteso accettare - per rispetto della funzione che tuttora ricopro - è un respingimento immotivato o altrimenti motivato per la mia appartenenza politica e familiare o per le iniziative doverose che ho assunto sulle vicende della Porto 2000 o per far chiarezza sul precedente commissariamento dell'Autorità Portuale.  Ora, non mi attendo che un tribunale amministrativo individui il nuovo presidente dell'Autorità Portuale, ma ho fiducia che indichi i criteri di legittimità che dovranno guidare il procedimento di nomina: il Tar dovrà chiarire in particolare se vi siano o meno le condizione che giustificano la richiesta di una seconda terna o se invece il ministro sia tenuto ad una motivata valutazione, d'intesa con la Regione, delle candidature che le istituzioni locali hanno espresso.  Proprio perchè ho a cuore le sorti della città e del porto e - prima ancora - dell'ente che tuttora presiedo credo che un colpo d'ala della politica si avrà solo nel rispetto delle regole e dei principi che la Corte Costituzionale ha più volte richiamato per orientare la ricerca dell'intesa fra poteri concorrenti. Per mio conto, ho fiducia che il ministro, la Regione e le istituzioni locali si attengano alle indicazioni degli organi di giustizia e che le candidature espresse restino "in gioco" almeno finché non siano superate in un legittimo percorso istituzionale di concertazione, orientato all'esclusivo interesse del porto.

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