Sicurezza
Morte sul Romito, è mistero
Roberto Cestari e Juna Goti
I vigili non credono che l'uomo abbia perso il controllo dello scooter
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LIVORNO. Diventa un mistero la morte di Simetrio Soggia, il musicista di 45 anni rimasto ucciso venerdì sera in un incidente stradale avvenuto sull'Aurelia a Quercianella, nel breve rettilineo dopo la curva del Rogiolo: un tratto di strada che è già stato teatro di incidenti, anche gravissimi. La polizia municipale che ha svolto i rilevi, infatti, non esclude che nell'incidente che ha causato la morte del chitarrista dei "Disoriente" possa essere coinvolto un altro veicolo.
Ci sono parecchi elementi che non tornano nella ricostruzione della dinamica. Se infatti in un primo tempo sembrava che Simetrio fosse sbandato e caduto con il suo scooterone - un Piaggio amaranto di grossa cilindrata - i vigili urbani hanno notato che tra il punto dove sono stati trovati i rottami del mezzo e quello dove ci sono le tracce di sangue lasciate sull'asfalto dal povero Soggia, c'è troppa distanza. Una fatto che sarebbe stato spiegabile se lo scooter avesse marciato in discesa, mentre invece Simetrio Soggia viaggiava in salita, in direzione Livorno.
Ecco perché non è possibile scartare l'ipotesi che l'uomo possa essere stato urtato o addirittura agganciato da un altro veicolo: un'auto, ma anche un autocarro, che potrebbe averlo fatto cadere e magari averlo trascinato per qualche metro. Non si esclude neppure che lo scooterista, agganciato da un mezzo pesante, possa essere finito sotto una ruota, oppure che una volta caduto per conto suo sia stato investito da un altro mezzo in arrivo sulla carreggiata. Certo è che ieri mattina, dop avere sentito i vigili e i medici, il sostituto procuratore Massimo Mannucci ha aperto un fascicolo contro ignoti e disposto l'autopsia, che sarà effettuata non più tardi di domani.
I familiari di Soggia, in un primo momento, si sono detti contrari all'esame post morte, ma evidentemente i dubbi sulla dinamica dell'incidente sono davvero troppi per parlare di fatalità. Simetrio era originario della provincia di Sassari, ma da molti anni (più di venti) viveva a Livorno. E' qui che ha conosciuto la madre della sua bambina. E' qui che in tanti hanno potuto apprezzare la sua passione per la musica: prima membro dei "The Mostar Bridge", poi chitarrista energico e sempre fantasioso dei "Disoriente".
Gli amici scrivono di un ragazzone «duro come il granito della sua terra», che dopo tanti sacrifici era riuscito a diventare per qualche anno titolare del panificio di via Carlo Pigli, alle Sorgenti, dove aveva fatto scuola di mestiere. Poi le avventure con i compagni in costume della "Vergine di ferro", un gruppo di rievocazione storica livornese, che gli aveva cucito addosso i panni del panettiere medievale, con il nome di Simtrich di Buda. E proprio dagli amici di sempre - che non credono all'ipotesi dell'incidente senza il coinvolgimento di terzi - arriva l'appello accorato: «Chi ha visto qualcosa si faccia avanti, se c'è un colpevole non può restare senza nome».
Ci sono parecchi elementi che non tornano nella ricostruzione della dinamica. Se infatti in un primo tempo sembrava che Simetrio fosse sbandato e caduto con il suo scooterone - un Piaggio amaranto di grossa cilindrata - i vigili urbani hanno notato che tra il punto dove sono stati trovati i rottami del mezzo e quello dove ci sono le tracce di sangue lasciate sull'asfalto dal povero Soggia, c'è troppa distanza. Una fatto che sarebbe stato spiegabile se lo scooter avesse marciato in discesa, mentre invece Simetrio Soggia viaggiava in salita, in direzione Livorno.
Ecco perché non è possibile scartare l'ipotesi che l'uomo possa essere stato urtato o addirittura agganciato da un altro veicolo: un'auto, ma anche un autocarro, che potrebbe averlo fatto cadere e magari averlo trascinato per qualche metro. Non si esclude neppure che lo scooterista, agganciato da un mezzo pesante, possa essere finito sotto una ruota, oppure che una volta caduto per conto suo sia stato investito da un altro mezzo in arrivo sulla carreggiata. Certo è che ieri mattina, dop avere sentito i vigili e i medici, il sostituto procuratore Massimo Mannucci ha aperto un fascicolo contro ignoti e disposto l'autopsia, che sarà effettuata non più tardi di domani.
I familiari di Soggia, in un primo momento, si sono detti contrari all'esame post morte, ma evidentemente i dubbi sulla dinamica dell'incidente sono davvero troppi per parlare di fatalità. Simetrio era originario della provincia di Sassari, ma da molti anni (più di venti) viveva a Livorno. E' qui che ha conosciuto la madre della sua bambina. E' qui che in tanti hanno potuto apprezzare la sua passione per la musica: prima membro dei "The Mostar Bridge", poi chitarrista energico e sempre fantasioso dei "Disoriente".
Gli amici scrivono di un ragazzone «duro come il granito della sua terra», che dopo tanti sacrifici era riuscito a diventare per qualche anno titolare del panificio di via Carlo Pigli, alle Sorgenti, dove aveva fatto scuola di mestiere. Poi le avventure con i compagni in costume della "Vergine di ferro", un gruppo di rievocazione storica livornese, che gli aveva cucito addosso i panni del panettiere medievale, con il nome di Simtrich di Buda. E proprio dagli amici di sempre - che non credono all'ipotesi dell'incidente senza il coinvolgimento di terzi - arriva l'appello accorato: «Chi ha visto qualcosa si faccia avanti, se c'è un colpevole non può restare senza nome».
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