Toscana
Yuri forse ucciso dal gas inalato. Protesta davanti alle Sughere
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Potrebbe aver inalato il gas della bomboletta-fornello della cella, e questo potrebbe avergli provocato il malore letale. Sarebbero questi i primi esiti, ancora da confermare, dell'autopsia svolta sul corpo di Yuri Attinà, il livornese di 28 anni morto mercoledì scorso nel carcere le Sughere di Livorno.
Ancora devono essere svolti gli esami tossicologici, gli unici in grado di confermare le indicazioni emerse dal primo esame di oggi.
Intanto, nel pomeriggio, davanti al carcere, circa 200 persone hanno partecipato a un sit in, durante il quale sono state appoggiate davanti al cancello principale rose bianche in ricordo dei detenuti morti in carcere. Alla manifestazione hanno partecipato la sorella, Donatella, e una nipote del giovane e anche Maria Ciuffi - madre di Marcello Lonzi, morto alle Sughere nel 2003 - e Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi, il viareggino deceduto in un carcere francese la scorsa estate. «Io ce l'ho con quelli che lavorano là dentro - ha detto Cira Antignano - e non controllano le persone che sono malate e si sentono male».
«Non voglio fare congetture - ha detto Donatella Attinà - Ma è certo che per i tossicodipendenti stare in carcere non è la strada giusta: li imbottiscono di sedativi e basta». Durante un corteo attorno al penitenziario sono state gridati cori come "Assassini, assassini" e "Tutti liberi"; sono stati appesi anche alcuni striscioni: "Si vive di ingiustizia, si muore di carcere" e "Basta omicidi di Stato"; e sono stati esplosi petardi.
Ancora devono essere svolti gli esami tossicologici, gli unici in grado di confermare le indicazioni emerse dal primo esame di oggi.
Intanto, nel pomeriggio, davanti al carcere, circa 200 persone hanno partecipato a un sit in, durante il quale sono state appoggiate davanti al cancello principale rose bianche in ricordo dei detenuti morti in carcere. Alla manifestazione hanno partecipato la sorella, Donatella, e una nipote del giovane e anche Maria Ciuffi - madre di Marcello Lonzi, morto alle Sughere nel 2003 - e Cira Antignano, madre di Daniele Franceschi, il viareggino deceduto in un carcere francese la scorsa estate. «Io ce l'ho con quelli che lavorano là dentro - ha detto Cira Antignano - e non controllano le persone che sono malate e si sentono male».
«Non voglio fare congetture - ha detto Donatella Attinà - Ma è certo che per i tossicodipendenti stare in carcere non è la strada giusta: li imbottiscono di sedativi e basta». Durante un corteo attorno al penitenziario sono state gridati cori come "Assassini, assassini" e "Tutti liberi"; sono stati appesi anche alcuni striscioni: "Si vive di ingiustizia, si muore di carcere" e "Basta omicidi di Stato"; e sono stati esplosi petardi.
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