Sicurezza
Picchiato perché chiede l'elemosina
Martina Corirossi e Juna Goti
Finisce all’ospedale giovane clochard aggredito in via Grande da un passante
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Lui, un senza tetto di 28 anni, aveva semplicemente chiesto alla coppia uno spicciolo di elemosina: l'aveva fatto a chissà quanti altri fra i passanti attratti in centro dal rito dello shopping in forma di saldi.
Ma è bastato per innescare la rabbia del marito: prima le parole; poi i calci e i pugni. Via Grande, ore 17: in pochi minuti di follia per una aggressione ai danni di Alessandro Incrocci, un giovane mendicante, seduto all'altezza della gioielleria Enrico Galleni. Un posto che, come spiegano i commercianti della zona, occupa ormai abitualmente da prima di Natale. Alla richiesta del giovane senza tetto, l'uomo - bassa statura, sulla cinquantina - reagisce apostrofandolo in malo modo: vattene a trovare un lavoro invece di star qui, gli dice.
È allora che, stando alle informazioni raccolte a caldo delle prime testimonianze, il giovane è scattato in piedi e si è avvicinato alla coppia, spiegando che se il lavoro fosse stato possibile ottenerlo non avrebbe certo patito il freddo per elemosinare qualche euro. A quel punto, sempre secondo quanto è stato possibile ricostruire, il passante si è avventato contro Alessandro: una prima volta spingendolo a terra e poi colpendolo ripetutamente. Il giovane, dopo aver urtato un vaso, è andato a sbattere rovinosamente contro la vetrina della gioielleria Galleni. La donna che accompagnava l'aggressore ha cercato di trattenere l'uomo, che poi ha fatto perdere le proprie tracce insieme alla compagna.
A prendere le difese di Alessandro sono i negozianti della zona: lo conoscono, sanno quanti problemi ha, sanno anche che è «un ragazzo garbato e mai aggressivo», dice uno dei commercianti. «Alessandro è un giovane senza lavoro - spiega Claudia Cavalieri della gioielleria - che chiede l'elemosina qui da circa due mesi. È cortese e ben educato. Quando a dicembre c'è stata l'ondata di gelo, in molti lo hanno aiutato con bevande calde e vestiti. Io gli ho regalato un paio di guanti, non farebbe del male a una mosca». Lo confermano anche i vigili urbani intervenuti sul luogo dell'aggressione. Alessandro - dicono - è stato già individuato dai servizi sociali: da qualche tempo è impegnato in un programma di recupero. Negli ultimi giorni, viste le basse temperature, era stato ospitato all'hotel Gran Sasso insieme ad altri senza fissa dimora. Alessandro è stato soccorso da un mezzo della Pubblica Assistenza. Le ferite non sono gravi: ma è in stato di profondo choc, ha riportato una contusione al naso, notevoli abrasioni sulle mani e sul volto e accusava un forte dolore al polso e alla spalla. Poi ci sono i lividi sui fianchi. «Tutta colpa dei calci che quello là gli ha dato metre era a terra», ripetono esterefatti gli stessi operatori del pronto soccorso che hanno accolto il quarantenne. Alessandro, infatti, dopo essere stato medicato dal personale dell'ambulanza.
E' stato portato al pronto soccorso. «Abbiamo sentito un forte colpo contro la vetrina, siamo accorsi e abbiamo visto Alessandro a terra. Ci siamo preoccupati subito delle sue condizioni. Quando è ritornata la calma, l'aggressore si era già dato alla fuga», racconta ancora Claudia. Pochi - nonostante l'orario e la via affollata - i passanti che possono (o vogliono) fornire informazioni utili per capire chi è l'aggressore. «Nessuno vuol parlare? Roba da non crederci: ma davvero siamo a Livorno? A me sembra solo il segno di una grande inciviltà», denuncia Oria Baldini dall'interno della gioielleria. A testimoniare le condizioni di Alessandro ci pensano i responsabili del posto fisso di polizia, dove ieri sera è stata sporta denuncia contro ignoti. «Non importa, lasciate stare - ha ripetuto il senza tetto ancora in stato di choc. Voglio solo andare alla Caritas, tra poco servono la cena». Ad accompagnarlo in via delle Cateratte ci ha pensato proprio un addetto di viale Alfieri. Almeno lui ha allungato la mano per dare aiuto.
Ma è bastato per innescare la rabbia del marito: prima le parole; poi i calci e i pugni. Via Grande, ore 17: in pochi minuti di follia per una aggressione ai danni di Alessandro Incrocci, un giovane mendicante, seduto all'altezza della gioielleria Enrico Galleni. Un posto che, come spiegano i commercianti della zona, occupa ormai abitualmente da prima di Natale. Alla richiesta del giovane senza tetto, l'uomo - bassa statura, sulla cinquantina - reagisce apostrofandolo in malo modo: vattene a trovare un lavoro invece di star qui, gli dice.
È allora che, stando alle informazioni raccolte a caldo delle prime testimonianze, il giovane è scattato in piedi e si è avvicinato alla coppia, spiegando che se il lavoro fosse stato possibile ottenerlo non avrebbe certo patito il freddo per elemosinare qualche euro. A quel punto, sempre secondo quanto è stato possibile ricostruire, il passante si è avventato contro Alessandro: una prima volta spingendolo a terra e poi colpendolo ripetutamente. Il giovane, dopo aver urtato un vaso, è andato a sbattere rovinosamente contro la vetrina della gioielleria Galleni. La donna che accompagnava l'aggressore ha cercato di trattenere l'uomo, che poi ha fatto perdere le proprie tracce insieme alla compagna.
A prendere le difese di Alessandro sono i negozianti della zona: lo conoscono, sanno quanti problemi ha, sanno anche che è «un ragazzo garbato e mai aggressivo», dice uno dei commercianti. «Alessandro è un giovane senza lavoro - spiega Claudia Cavalieri della gioielleria - che chiede l'elemosina qui da circa due mesi. È cortese e ben educato. Quando a dicembre c'è stata l'ondata di gelo, in molti lo hanno aiutato con bevande calde e vestiti. Io gli ho regalato un paio di guanti, non farebbe del male a una mosca». Lo confermano anche i vigili urbani intervenuti sul luogo dell'aggressione. Alessandro - dicono - è stato già individuato dai servizi sociali: da qualche tempo è impegnato in un programma di recupero. Negli ultimi giorni, viste le basse temperature, era stato ospitato all'hotel Gran Sasso insieme ad altri senza fissa dimora. Alessandro è stato soccorso da un mezzo della Pubblica Assistenza. Le ferite non sono gravi: ma è in stato di profondo choc, ha riportato una contusione al naso, notevoli abrasioni sulle mani e sul volto e accusava un forte dolore al polso e alla spalla. Poi ci sono i lividi sui fianchi. «Tutta colpa dei calci che quello là gli ha dato metre era a terra», ripetono esterefatti gli stessi operatori del pronto soccorso che hanno accolto il quarantenne. Alessandro, infatti, dopo essere stato medicato dal personale dell'ambulanza.
E' stato portato al pronto soccorso. «Abbiamo sentito un forte colpo contro la vetrina, siamo accorsi e abbiamo visto Alessandro a terra. Ci siamo preoccupati subito delle sue condizioni. Quando è ritornata la calma, l'aggressore si era già dato alla fuga», racconta ancora Claudia. Pochi - nonostante l'orario e la via affollata - i passanti che possono (o vogliono) fornire informazioni utili per capire chi è l'aggressore. «Nessuno vuol parlare? Roba da non crederci: ma davvero siamo a Livorno? A me sembra solo il segno di una grande inciviltà», denuncia Oria Baldini dall'interno della gioielleria. A testimoniare le condizioni di Alessandro ci pensano i responsabili del posto fisso di polizia, dove ieri sera è stata sporta denuncia contro ignoti. «Non importa, lasciate stare - ha ripetuto il senza tetto ancora in stato di choc. Voglio solo andare alla Caritas, tra poco servono la cena». Ad accompagnarlo in via delle Cateratte ci ha pensato proprio un addetto di viale Alfieri. Almeno lui ha allungato la mano per dare aiuto.
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