Il Tirreno

Livorno

«È l'illusione della riscossa»

Cadoni: niente svago, solo un ingranaggio infernale

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 LIVORNO. «Slot machine, lotterie, gratta e vinci, casinò on line: non sono altro che luci, colori e suoni che tentano di restituire luminosità ad un mondo che sotto le insegne al neon nasconde ombre che rischiano di venir sottovalutate». Il sociologo Andrea Cadoni, lavorando al Ceis, è in prima linea nella trincea calda del disagio sociale.  Il gioco è una realtà da impacchettare e condannare?  «A dire il vero, può essere un momento di socialità: la persona si diverte, partecipa, condivide uno spirito di gruppo. Ma non è di questo gioco che si parla: rendiamoci conto che talvolta il gioco d'azzardo è un'altra cosa».  Altro che spirito di gruppo e divertimento, ci si rinchiude in sé stessi e nei propri guai...  «Talvolta assume aspetti problematici. Magari molto problematici: fino a poter assumere i tratti di una vera patologia di interesse psicologico e psichiatrico».  Non è più un divertimento ma una "malattia", insomma.  «Capita che il divertimento e la socialità vengano schiacciate da forme di dipendenza e compulsione: si finisce dentro una spirale di aspettative, frustrazioni e nuove aspettative legate al gioco che contribuiscono a creare nella persona una dipendenza. Così il gioco prende il sopravvento su tutto il resto: affetti, famiglia, lavoro».  Un meccanismo pericoloso, anzi infernale.  «Sì, soprattutto nell'uso delle slot e giochi-on line. Anche di fronte ad una vincita, la tentazione di rigiocarsela in vista di una ancora maggiore diventa irresistibile, portando il giocatore a perdere sempre».  Ma come mai il business delle scommesse, la voglia di legare il proprio destino a una schedina cresce proprio nei momenti di crisi?  «Colpa spesso della frustrazione delle possibilità economiche: diventano la molla d'azione, l'"ingranaggio" della riscossa" da raggiungere facilmente mediante la sorte».  E' un meccanismo irrazionale.  «E' quel che prevale nella fase di ristrettezze rispetto ad una ragionevole oculatezza nella gestione delle risorse: è la voglia di rischiare il tutto per tutto. Salta fuori da qui il mix che porta il gioco d'azzardo ad essere una delle prime cause di sovra-indebitamento delle famiglie».  Come contenere gli aspetti più pericolosi?  «Sicuramente nelle persone in cui si è sviluppata una dipendenza serve un sostegno da parte di specialisti. A livello sociale fa invece riflettere positivamente la scelta, compiuta ad esempio dalle Case del popolo toscane, di farsi promotrici di una campagna per l'eliminazione delle slot dalle proprie sale, sostituendo l'attrazione con attività di altro genere e socializzanti. Peraltro senza rimetterci in frequentatori».

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