Il Tirreno

Livorno

Sintermar pigliatutto La Compagnia perde anche 60mila auto

Cristiano Meoni
Auto sbarcate e stoccate sul piazzale di Sintermar
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Auto sbarcate e stoccate sul piazzale di Sintermar

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 LIVORNO. Sintermar si prende anche le auto finora sbarcate dalla Compagnia. Mica tutte, ci mancherebbe. 60mila auto, che sono il 20% delle 330mila auto all'anno movimentato dai portuali, sbarcate dalle navi Grimaldi che dal 1º gennaio non vanno più sulle banchine della Compagnia Portuale ma su quelle di Sintermar. Grimaldi, infatti, non ha disdetto solo i contratti con Ltm per i traghetti ma anche quelli con la Compagnia Portuale per le navi cosidette "macchiniste", che portano solo auto. E qui la botta fa più male, perchè - a differenza di Ltm dove la Compagnia è al 50% - il business auto è 100% Compagnia.  L'ultima nave macchinista di Grimaldi è attraccata su una banchina della Compagnia il 31 dicembre. Domani arriverà la prima del nuovo anno e ormeggierà in Sintermar, sbarcando 1500 auto, in gran parte Ford. Tutte auto che escono dal circuito Compagnia e che non daranno più turni di lavoro ai suoi soci. Tanto per rendere un'idea: si stima che l'intero traffico di Grimaldi nel porto di Livorno - traghetti compresi - abbia dato nel 2010 11mila turni di lavoro. Con le 60mila auto portate da Grimaldi, il terminal Sintermar arriverà a 130mila auto nel 2011, aggiungendo le Ford alle Nissan, Chrysler e Subaru.  La vera ciccia dell'affare Grimaldi sta proprio nei traffici di autovetture nuove. A basso valore aggiunto, ma ad alta intensità di manodopera e dunque fondamentali per assicurare lavoro ai portuali. Ed è per questo che la reazione della Compagnia alla concorrenza è stata inusitatamente forte. Appellandosi al rispetto delle regole - motivazione nobile - i portuali hanno provato in questi giorni a paralizzare Sintermar per convincere l'armatore napoletano a tornare sui suoi passi. Ieri mattina, all'accosto 14/E, dove era ormeggiato il traghetto Grimaldi - 335 auto nuove, semirimorchi ma nessun passeggero - sono arrivati gli ispettori dell'Asl, chiamati - pare - da alcuni lavoratori di Agelp per verificare le condizioni di sicurezza nelle operazioni di sbarco. Il personale di Agelp, già formato, si è infatti trovato a lavorare a fianco di lavoratori di Sintermar alle prime armi, che hanno ricevuto una formazione solo orale.  E a conferma che una battaglia si è conclusa ma non la guerra, c'è la decisione della Compagnia di adire le vie legali contro la nota dell'Autorità Portuale che consente a Sintermar di lavorare alla banchina 14/E. Potrebbe essere un ricorso al Tar, un procedimento d'urgenza art. 700 o un esposto alla Procura.

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