Italia
«Magari avessimo Marchionne qui»
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Giovanni Pardini (Cisl) Cisl: abbiamo bisogno di investimenti, non di disoccupati
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LIVORNO. «Magari Marchionne arrivasse anche qui». Giovanni Pardini, segretario provinciale della Cisl, 22mila iscritti (vedi tabella a fianco), non è abituato a nascondere o dissimulare quel che pensa. «Se a Livorno arrivassero i miliardi di investimenti di Mirafiori e Pomigliano risolveremmo le varie crisi ingessate da tempo fermando l'incessante disoccupazioni» dice Pardini, in una lunga nota nella quale spiega perchè, dal suo punto di vista, quello di Mirafiori è un ottimo accordo. «Apprezzo le parole di Maurizio Strazzullo e la sua assunzione di responsabilità su Mirafiori - riconosce Pardini - Gli accordi di Pomigliano e di Mirafiori non ledono nessun diritto e sono dei percorsi positivi che priuviklegiano investimenti e ripresa produttiva nel settore auto: senxza questi non c'è prospettiva di lavoro e senza lavoro non ci sono diritti, tantomeno per i disoccupati a meno che non valga il vecchio adagio livornese assurdo e anacropnistico del "meglio essere disoccupati a Livorno che lavorare a Milano"». Ma, dice Pardini, «mentre Cisl e Uil ritengopno che la strada giusta sia quella del modello tedesco», ovvero più spazi alla contrattazione decentrata, sgravi sui salari, partecipazione dei lavoratori all'azienda - «constatiamo che nei metalmeccanici permangono irriducibili resistenze su tutto. Il sindacalismo italiano è arrivato a un bivio: o sceglie la sfida della globalizzazione e cerca di governare i processi della stessa o sparisce nell'inconsistenza». Di questo, dice il segretario della Cisl, c'è tanto più bisogno a Livorno: «Se non avremo investimenti si aprirà una stagione desertica, senza sviluppo, con uno Stato con 1800 miliardi di debiti e un declino sociale ed economico irrevesribile. Allora per favore non distraiamoci, abbiamo bisogno di attrarre investimenti e risorse dunque occorrono capitali privati che ci chiederanno nuove regole che implementino produttività e salari».
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