Sicurezza
ARBITRI IMPARZIALI
Bordate Cgil contro Piccini e Gionfriddo
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LIVORNO. «Dobbiamo purtroppo constatare come l'atto emanato per conto dell'Autorità Portuale, dall'avvocato Gionfriddo, avente come oggetto l'operatività all'accosto 14/E, non risponda a nessun criterio di trasparenza e coerenza sul piano amministrativo, procedurale e programmatico». E' durissimo il comunicato della Filt Cgil, che considera «questo atto un'aberrazione in quanto emanato dal segretario generale, il quale non ha alcun potere nelle materie che sono trattate». «Ci si propone di "ri-terminalizzare" un'area sottratta, con un atto consensuale ad un altro terminalista (Tdt), e resa pubblica pubblica per motivi di interesse generale. Ora, i motivi che avevano reso disponibile il terminalista a consentire la pubblicizzazione di una parte della sua concessione sono venuti meno: presumiamo che Tdt abbia qualcosa da recriminare, ma forse il presidente ha l'intenzione di allargare i conflitti in porto». Per il sindacato «si prefigura un devastante ritorno al porto dei "pollai". Risibile, in contrasto con la legge ed unico caso nel panorama nazionale, è l'argomentazione di voler dare due concessioni distinte ad un solo terminalista che opera nello stesso settore merceologico, ro-ro, adducendo a ciò che la tipologia di nave operata in quella che viene indicata come una presunta nuova concessione, (ro-ro pax) sia "diversa" da quella esercita in Sintermar, quando invece è evidente che anche le ro-ro pax sono attività commerciali e i passeggeri un'attività residuale». Vicenda che «evidenzia una grave difficoltà di gestione di situazioni critiche da parte dell'Authority che rischia di mettere seriamente in discussione la pace sociale in porto, minando l'autorevolezza di chi dovrebbe essere arbitro imparziale».
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