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Rifondazione e Pdci temono leffetto deregulation sulle banchine
I comunisti: no al porto giungla «L'Authority vigili sulle regole»
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LIVORNO. «Le vicende di questi giorni che riguardano alcuni settori del lavoro portuale, rischiano di creare un forte clima di conflittualità se gli organi preposti al controllo delle regole non interverranno a ristabilire il rispetto della legge 84/94, affinchè si eviti la deregolamentazione del lavoro e tutto si svolga nell'ambito delle normative della "sicurezza"». Lo sostengono, in una nota, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, che approvano le considerazioni fatte dai rappresentanti dei lavoratori nella commissione consultiva. «Lo svolgimento di alcune operazioni di sbarco, attraverso l'impiego di lavoratori di ditte esterne al porto, rappresentano una intollerabile forzatura tesa a destabilizzare gli attuali assetti e ad innescare dinamiche di litigiosità tra i lavoratori - si spiega in una nota, firmata anche dal circolo porto del Prc - La stessa incertezza che riguarda la futura nomina del presidente dell'Autorità Portuale non aiuta a superare le tensioni che stanno montando. Come forza politica non possiamo che unirci all'appello che le segreterie provinciali sindacali hanno lanciato il 30 dicembre». No al porto giungla, dicono i comunisti: «Per quanto ci riguarda ribadiamo con fermezza che ci opporremo a chiunque voglia farsi portatore di modelli Fiat tipo Pomigliano o Mirafiori che sulle banchine avrebbero conseguenze nefaste e barbare per i lavoratori» Raugei. Il console dei portuali ha perso una battaglia, ma non ancora la guerra
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