Lutto
Chi volle la discarica al Limoncino? Comune e Kutufà: fu Bellabarba
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Le gru a lavoro nellex cava del monte La Poggia 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Non abbiamo mai proposto ai proprietari dell'ex cava del Limoncino di trasformare il sito in una discarica: gli imprenditori hanno agito in modo autonomo, secondo quanto previsto dalla normativa e dagli strumenti urbanistici vigenti». Sindaco e presidente della Provincia intervengono dopo le dichiarazioni rilasciate al Tirreno da Federico Bellabarba, proprietario del sito industriale del monte la Poggia, che ha parlato della proposta fatta dagli enti locali alla sua società «per realizzare un impianto di smaltimento di rifiuti necessario al territorio». «Confermo ogni parola - ripete all'indomani della pubblicazione - il mio sfogo è stato riportato correttamente all'interno del pezzo». «Abbiamo acquistato la cava - chiarisce - a fine anni Ottanta: la nostra è una ditta di costruzioni e l'attività estrattiva avrebbe permesso di abbattere i costi. Col tempo abbiamo deciso di presentare una richiesta di ripristino ambientale: una sorta di riempimento del buco del monte attraverso macerie e terra. Poi la normativa è cambiata: per il riempimento sono stati previsti nuovi materiali, tutti indicati come "rifiuto" (anche nel caso di macerie e mattonelle)». «I funzionari della Provincia a cui abbiamo presentato la richiesta - riprende - ci hanno fatto presente che avremmo potuto realizzare un impianto diverso rispetto all'idea originaria: sempre un impianto di rifiuti non pericolosi, ma adatto al conferimento di tutta una serie di elementi che il territorio ha bisogno di smaltire. Sia chiaro: nessuno ci ha puntato una pistola alla tempia, come si direbbe a Livorno. Noi siamo andati ben volentieri avanti». Ieri pomeriggio dal Comune è stata diffusa una nota: «Non c'è stato alcun affare proposto alla società Bellabarba per la realizzazione della discarica. L'amministrazione, nell'ambito dei propri strumenti di programmazione e pianificazione del territorio, ha individuato già dal 2005 interventi di ripristino ambientale in alcuni siti di cava dismessi e la possibilità di realizzare una discarica per rifiuti non pericolosi inorganici sul monte La Poggia, conformemente alla normativa ambientale vigente». «Successivamente - continua la nota - la società proprietaria dell'area ha deciso di propria iniziativa di terminare l'attività estrattiva e procedere al ripristino della cava secondo quanto consentito dalla pianificazione, e ha presentato autonomamente alla Provincia il progetto». Anche il presidente Giorgio Kutufà ha poi comunicato di avere incontrato l'imprenditore «una sola volta in vita sua, lo scorso anno, nel proprio ufficio, insieme al sindaco Cosimi e al cugino: durante l'incontro, collegato alla votazione in consiglio della mozione che prevedeva una riduzione dei codici dei rifiuti inseriti nell'autorizzazione provinciale, ha chiesto una diminuzione degli stessi». «L'unica proposta che lo riguarda - prosegue l'intervento inviato da Palazzo Granducale - è quindi quella di una forte contrazione della tipologia di rifiuti stoccabili nella cava, con un aumento delle garanzie di controllo. Sull'eventuale proposta di affare non vi è nessun riscontro oggettivo per quanto al presidente è dato sapere». Quanto ai 78 scarichi abusivi dell'area del Limoncino di cui ha parlato Federico Bellabarba, il Comune ha fatto sapere di avere «richiesto ufficialmente all'ufficio Ambiente di Palazzo Civico e agli organi di controllo (Corpo Forestale e Arpat) una ricognizione specifica».
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