Il Tirreno

Livorno

Addio Chiara, angelo per sempre

Cristiana Grasso
Sopra un’immagine di Chiara durante le vacanze. A sinistra i genitori distrutti dal dolore durante il funerale e a destra due momenti della cerimonia
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Sopra un’immagine di Chiara durante le vacanze. A sinistra i genitori distrutti dal dolore durante il funerale e a destra due momenti della cerimonia

Il saluto dei compagni di classe in una lettera

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 LIVORNO. Chiara se ne sta lì chiusa in quella bara davanti all'altare, con sopra il grande cuscino di fiori azzurri e il nastro con su scritto mamma e babbo. Ancora fiori e tanti ragazzini, insegnanti, amici dei genitori, compagni di danza, la sua grande passione. La cappella della camera mortuaria è piena di gente ma sembra che un incantesimo gelido e cattivo abbia pietrificato i cuori e il dolore. Lacrime che vanno giù silenziose, pugni stretti per non urlare, sguardi persi in un dramma che non si può accettare.  È il funerale di Chiara, che avrenne compiuto 14 anni a marzo e che invece, improvvisamente, se ne è andata per sempre fulminata da una forma di meningite che non lascia scampo. Mamma Monica pare prosciugata dallo strazio, rinchiusa in un incubo che non è un incubo ma un'orribile storia vera senza perché, babbo Marco si lascia circondare dall'affetto dei tanti amici ma i suoi occhi sono altrove, sull'ultimo ricordo, sul volto di sua figlia. Ci si guarda persi nel niente mentre il sacerdote benedice il feretro, perché a rendere ancora più inaccettabile questa tragedia c'è il ricordo ancora devastante di qualche mese fa, quando è morto Elia, compagno di classe di Chiara, un auneurisma e la fine di tutto. Come questa volta, tanti sogni e il destino che non dà nemmeno un piccolo avvertimento, ti porta via e basta. Un'insegnante delle scuole medie Pistelli, che Chiara frequentava (era la più brava e aveva già deciso di iscriversi al liceo classico) legge la lettera dei compagni di classe, «Non ce la facciamo a sopportare anche questo dolore. Come Elia sei volata via, eri un angelo, ci mancherai». La preside e i suoi colleghi piangono piano. La messa è finita ma sembra manchi quasi il coraggio di portarla via Chiara. Mamma Monica ha un sussulto e corre ad abbracciare la bara, un gesto che rende tutto ancora più assurdo, la vita che si scontra con la morte, il futuro che si frantuma contro quel legno freddo. Addio Chiara, il corteo accompagna l'auto fino al cancello, poi solo i parenti più stretti si ritrovano al cimitero della Misericordia. È lì che è sepolto il nonno paterno di Chiara scomparso pochi mesi fa e proprio vicino a lui, che aveva con la nipotina un rapporto speciale, i genitori hanno voluto che riposasse la loro bambina.

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