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EMERGENZA
Le famiglie bussano alle porte delle associazioni degli invalidi
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LIVORNO. Quella di Ivana Passioni non è l'unica famiglia in difficoltà per l'addio al Pronto Bus. In molti, nelle ultime ore, si sono rivolti all'associazione invalidi civili e all'Anmic per chiedere aiuto. Perché a registrare i disagi maggiori saranno tutti coloro che hanno difficoltà oggettive e certifacate (sia a livello motorio che psichico), ma non una percentuale di handicap tale da consentire l'accesso al trasporto speciale. «Sono stata al distretto Asl di Fiorentina e al centro di via San Gaetano - riferisce Passioni - ma mi hanno risposto che al bus a chiamata contrassegnato con la H possono accedere solo i portatori di gravi handicap. Sono stata anche al consultorio di villa Serena: esiste un servizio navetta sul territorio, ma mia sorella è troppo giovane. Cosa deve fare chi non è abbastanza autosufficiente, ma non troppo invalido?».
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