Sicurezza
Buste di plastica fuorilegge e... gratis
Martina Corirossi
◗
Dora in poi solo buste ecologiche al supermercato Saranno distribuite fino all'esaurimento ma non a pagamento
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Anno nuovo, vita nuova. Vanno in pensione le buste di plastica e inizia l'era dello shopping all'amido di mais. Con l'arrivo del 2011 è entrata in vigore anche in Italia la normativa europea che vieta la produzione e la vendita delle sporte non biodegradabili. Via libera al Mater B, il sacchetto riciclabile al 100%. I primi ad adeguarsi sono stati i commercianti della grande distribuzione che da lunedì mattina hanno sostituito le vecchie buste della spesa con la nuova versione ecologica. Se alla Dico di Via del Bosco si sono vissuti momenti di caos, con le buste di plastica terminate e quelle bio non ancora consegnate, la palma del virtuoso spetta ai supermercati del gruppo Unicoop Tirreno che da oltre un anno hanno portato a termine la conversione all'ecosacchetto. «Dal 19 ottobre 2009, nei nostri supermercati e ipermercati, la busta di plastica è stata messa al bando» spiega Beatrice Ramazzotti, addetto stampa del gruppo. Certo, non sono mancate le lamentele: le nuove buste non sono affatto resistenti, si lacerano facilmente e soprattutto costano il doppio di quelle vecchie. «È vero - ammette Ramazzotti - per questo puntiamo sui sacchetti riutilizzabili. Ce ne sono per tutti i gusti: colorati, in cotone, canapa, tnt o carta di riso. Costano poco più di un euro ma si possono riusare all'infinito». E le scorte in giacenza? Una proroga permette di smaltire le buste fino a esaurimento, tuttavia ne impedisce la vendita. I vecchi sacchetti potranno ancora essere distribuiti al cliente ma solo a titolo gratuito. Occhio quindi agli scontrini, anche se in molti supermercati sono già state adottate misure di sicurezza, come spiega Dante, responsabile del punto vendita Pam di via Roma: «Da lunedì mattina abbiamo annullato il codice che permetteva di battere sullo scontrino la busta di plastica, sostituendolo con quello dei nuovi sacchetti in amido di mais». I grandi supermercati avranno tempo fino ad aprile per disfarsi delle buste inquinanti, mentre per la piccola distribuzione la scadenza è prevista per il prossimo 31 dicembre. «Si tratta di una rivoluzione graduale - conferma Giannantonio Cesari, presidente di Confcommercio - che avverrà quasi naturalmente. Un solo appello ai commercianti: non fatevi lusingare dalle offerte all'apparenza vantaggiose che qualche grossista potrebbe proporvi. La vendita dei sacchetti in plastica è illegale». Le vecchie buste, insomma, continueranno a circolare ancora per un po'. Forse è per questo che fra i piccoli commercianti regna l'indifferenza: «Intanto provvediamo a smaltire i sacchetti che ci rimangono, alle buste bio ci penseremo» dicono. Quello che preoccupa i negozianti di quartiere sembra essere ben altro: «Le shoppers biodegradabili costano molto di più, saremo costretti a metterle in conto ai nostri clienti». E intanto c'è chi, come la pescheria Voliani, ha messo in vendita, al costo di un euro, dei sacchetti di stoffa che ricordano le vecchie sporte della nonna. Ciascuno si adegua come meglio crede alla novità ma una cosa è certa: non rimpiangeremo le vecchie, inquinanti, buste di plastica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
