Gioco
Unicoop rifiuta di lavorare per Sintermar
Cristiano Meoni
La coop di Lucarelli salta il fosso e sceglie l'alleanza con la Compagnia Portuale
2 MINUTI DI LETTURA
Unicoop Servizi rompe con Sintermar e sceglie l'alleanza con i portuali. Quello che sinora era solo un disegno - anticipato dal Tirreno un paio di mesi fa - da ieri è un fatto. La cooperativa presieduta da Maurizio Lucarelli - nonostante abbia parte del personale in cassa integrazione - ieri si è rifiutata di lavorare per Sintermar, che l'aveva chiamata per le operazioni di imbarco e sbarco della nave di Grimaldi. Unicoop non ha neppure svolto il lavoro di trasferimento delle auto nuove sbarcate dal traghetto di Grimaldi e destinate al ricevitore Fratelli Elia, alleato e socio di Sintermar nella guerra del porto. Unicoop era stata posta davanti a un aut-aut dai cugini portuali: o state con Sintermar oppure con noi. Ieri il messaggio è arrivato forte e chiaro: Unicoop ha scelto la Compagnia Portuale. Rinunciando a lavorare per il terminal della famiglie Fremura, Neri e D'Alesio in cambio di un patto con la Compagnia Portuale per la spartizione del lavoro sulle banchine. Un primo banco di prova della nuova alleanza? Ltm - il terminalista partecipato dalla Compagnia Portuale - ha promesso a Unicoop di chiamarla nei picchi di lavoro e circola voce che sia stato pure firmato un accordo. La svolta si è concretizzata ieri. Sintermar voleva chiamare Unicoop a lavorare sulla nave Grimaldi per dirimere una volta per tutte il garbuglio sull'utilizzo della banchina pubblica - dove un'ordinanza dice che possono operare solo imprese articolo 16 - ma non è neppure riuscita a mettersi in contatto con i manager della cooperativa: «Non rispondono neppure al telefono». E dunque, una volta realizzato che non c'era più questa possibilità, ha scritto all'Autorità Portuale, per comunicare che non avrebbe potuto avvalersi di un'impresa articolo 16. In via eccezionale, l'Authority ha consentito a Sintermar di rimpiazzare Unicoop Servizi con il personale di Agelp, l'agenzia ufficiale che somministra la manodopera in porto. E così ieri sera Agelp ha avviato al lavoro alla banchina 14/e, quella di Grimaldi, 14 rizzatori e 4 rallisti. Mentre per il trasferimento delle auto nuove dalla banchina ai piazzali il personale di Unicoop è stato sostituito da quello di Fratelli Elia. In Sintermar ci sono rimasti male per il voltafaccia di Unicoop. «Anche perchè - ricordano - con essa è tuttora vigente un contratto, per prestazioni dentro e anche fuori dal terminal. E' evidente che si vuole mettere in difficoltà la nostra società e spaventare l'armatore. Ma siamo attrezzati per proseguire regolarmente il nostro lavoro, anche se dovremo ripensare la strategia». Ne vedremo ancora delle belle.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
