Il Tirreno

Livorno

E i sindacati tirano le orecchie a Piccini

Maurizio Lucarelli (Unicoop) con il console dei portuali Enzo Raugei
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Maurizio Lucarelli (Unicoop) con il console dei portuali Enzo Raugei

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I sindacati tirano le orecchie all'Autorità Portuale. Già da tempo hanno posto con forza il tema del rispetto delle regole sulla banchine, arrivando a proclamare uno sciopero, poi annullato dopo la decisione dell'Authority di aprire tavoli di discussione. Tavoli che però non sono andati avanti, mentre giorno dopo giorno il porto assomiglia sempre più a una giungla. E così ieri Simone Angella (Filt Cgil), Massimo Lomi (Uiltrasporti) e Dario Menichelli (Fit Cisl) hanno dato una strigliatina a Piccini. «Negli ultimi mesi la discussione tra le parti sociali e con il coordinamento dell'Autorità Portuale, sulle questioni inerenti le regole del lavoro all'interno del porto, ha avuto una forte spinta positiva. Anche se non del tutto completati - scrivono i segretari - sono stati individuati percorsi che vanno nell'ottica di strutturare le imprese e quindi evitare il ricorso strumentale alla esternalizzazione selvaggia». Ma i sindacati sono preoccupati che «rispetto alle condizioni di che si stanno determinando, prima fra tutte l'ipotesi di commissariamento, ed equilibri che stanno rapidamente cambiando all'interno del porto, si utilizzi questa fase di incertezza per poter così operare in deroga a qualsiasi regola. Ci batteremo affinchè non si concretizzino scenari di ingessamento del porto, con propositi di smantellamento dei diritti dei lavoratori e tentativi, (ormai costanti) sempre insistenti, di ricorrere all'autoproduzione». Tutti debbono fare la propria parte. «Occorre che l'Autorità Portuale riattivi i percorsi necessari a portare a compimento il lavoro svolto unitariamente tra sindacati e organizzazioni datoriali - dicono i sindacati, ricordando che «resta ancora da individuare il numero minimo di lavoratori delle imprese che si occupano di sbarco/imbarco di auto nuove. Non comprendiamo le motivazioni dell'interruzione del tavolo di discussione che aveva già sancito, di comune accordo tra le parti sociali, i livelli massimi di esternalizzazione a cui le imprese possono ricorrere». Lo scontro sulle navi di Grimaldi rende urgente «che l'Autorità Portuale riattivi il tavolo tecnico che coordina e che insieme all'Osservatorio è il frutto delle volontà dei lavoratori». I sindacati si dicono «pronti a porre in essere azioni di protesta se la vicenda che riguarda il rinnovo del presidente dell'Autorità portuale, venisse utilizzata come alibi per applicare anche nei porti la ormai classica modalità italiana di fare impresa con scarsi investimenti e scaricando il rischio sul lavoro».

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