Lutto
Uccisa a 13 anni dalla meningite
Roberto Cestari
Una tragedia improvvisa: la ragazzina era sempre stata bene
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LIVORNO. Si è sentita male ieri, all'ora di pranzo, la febbre molto alta. I genitori, allarmati, hanno chiamato l'ambulanza. È stata portata all'ospedale, ma le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate. Si è pensato di trasferirla al Meyer di Firenze, ma la situazione è precipitata. La tredicenne è andata in arresto cardiaco, è stato tentato l'impossibile per rianimarla, ma è stato inutile: Chiara Dotti, tredici anni compiuti a marzo, è morta alle 21,30 di ieri sera.
La tragedia è avvenuta ieri tra l'abitazione di Chiara, in via dell'Industria 1, e il pronto soccorso. Dopo la chiamata dei genitori, Marco Dotti e Monica Susini, intorno alle 15 un'ambulanza della Svs ha portato Chiara all'ospedale. «E' stato una caso di meningite fulminante, molto probabilmente di origine batterica, da meningococco - ha spiegato affranto il dottor Francesco Genovesi, direttore del dipartimento di emergenza ed urgenza - uno di quegli eventi che capitano di rado, una volta ogni 10 anni e che lasciano poche speranze».
Al suo capezzale si sono precipitati tutti i rianimatori, ben cinque, che erano disponibili in quel momento. È stato tentato l'impossibile per strapparla alla morte, ma tutto alla fine è risultato inutile. Alle 21,30 Chiara Dotti è stata dichiarata morta, e la sua salma trasferita all'obitorio di viale Alfieri.
Chiara era figlia unica. Il padre Marco lavora come funzionario per il reparto macelleria dell'Ipercoop, mentre la madre è casalinga. Di Chiara, una bellissima ragazzina con i capelli lunghi ed i grandi occhi azzurri, allegra e gentile al tempo stesso, si ricorda, oltre al fatto di essere una brava studentessa di terza media, la sua grandissima passione per la danza, sia classica sia moderna, coltivata sin da bambina.
La tragedia è avvenuta ieri tra l'abitazione di Chiara, in via dell'Industria 1, e il pronto soccorso. Dopo la chiamata dei genitori, Marco Dotti e Monica Susini, intorno alle 15 un'ambulanza della Svs ha portato Chiara all'ospedale. «E' stato una caso di meningite fulminante, molto probabilmente di origine batterica, da meningococco - ha spiegato affranto il dottor Francesco Genovesi, direttore del dipartimento di emergenza ed urgenza - uno di quegli eventi che capitano di rado, una volta ogni 10 anni e che lasciano poche speranze».
Al suo capezzale si sono precipitati tutti i rianimatori, ben cinque, che erano disponibili in quel momento. È stato tentato l'impossibile per strapparla alla morte, ma tutto alla fine è risultato inutile. Alle 21,30 Chiara Dotti è stata dichiarata morta, e la sua salma trasferita all'obitorio di viale Alfieri.
Chiara era figlia unica. Il padre Marco lavora come funzionario per il reparto macelleria dell'Ipercoop, mentre la madre è casalinga. Di Chiara, una bellissima ragazzina con i capelli lunghi ed i grandi occhi azzurri, allegra e gentile al tempo stesso, si ricorda, oltre al fatto di essere una brava studentessa di terza media, la sua grandissima passione per la danza, sia classica sia moderna, coltivata sin da bambina.
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