Guardare oltre la crisi
Il presidente di Confindustria tra bilanci e indicazioni per una possibile ripresa
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Come era stato previsto, il 2010 ha fatto registrare pesantemente tutte le criticità che avevano cominciato a manifestarsi lo scorso anno. La ripresa stenta a decollare ed anzi mostra segnali di rallentamento, al punto che il rischio di deindustrializzazione, da strisciante sta divenendo sistematico. Disoccupazione al top. Dati messi a punto dal nostro Centro Studi confermano che la produzione al 30 settembre, segna un 16,8% rispetto al trimestre precedente, il fatturato si attesta a 17%, mentre la situazione occupazionale resta il dato piu preoccupante. Infatti i nostri uffici stanno gestendo decine di situazioni di crisi aziendale, che coinvolgono circa 1.270 addetti. Le ore di Cassa integrazione straordinaria sono aumentate del 606,5% rispetto allo stesso periodo del 2009, indice del fatto che siamo alla seconda fase della crisi, con l'esaurimento dei tetti di Cassa Ordinaria. Molto elevati anche gli utilizzi della CIG in deroga, oltre 1 milione di ore autorizzate. Il comparto della meccanica fa registrare i picchi pi alti, con 172. 423 ore di CIG Ordinaria e 1.240.180 ore di CIG Straordinaria. L'elemento che desta le maggiori preoccupazioni senza dubbio l'andamento occupazionale. Gli iscritti alle liste di disoccupazione al 30 giugno 2010 erano + 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre gli iscritti alle liste di mobilità al 30 giugno 2010 erano addirittura a + 86,2% rispetto al 30 giugno 2008! E veramente difficile immaginare di poter recuperare tutte le posizioni perse. Una strategia di sviluppo. Per rilanciare l'economia del territorio, dobbiamo riuscire a fare cose non più di ordinaria amministrazione, avendo come punto di riferimento la competitività rispetto alle regioni o aree d'Europa più evolute ed impegnate in programma di marketing territoriale innovativi. Per questo deve essere anzitutto recuperata velocemente l'idea di una strategia di sviluppo provinciale, che purtroppo ultimamente si dispersa. Multinazionali da supportare. Un altro tema che, richiede un' attenta cura rappresentato dalla presenza sul nostro territorio di ben 29 imprese multinazionali che danno occupazione complessivamente a circa 7.300 addetti, per un fatturato aggregato di oltre 4 miliardi di euro. Questo insieme d'imprese, opportunamente valutato e supportato, può rappresentare un'eccellente opportunità. Ma perchè ciò avvenga sono indispensabili e urgenti azioni, che nel recente passato abbiamo riassunto con il termine "ancoraggio", sollecitando la rimozione degli ostacoli che compromettono la competitività del nostro territorio. Il credito. La difficile fase congiunturale e la stringente necessità di recuperare capacità competitiva, ci ha spinti a cercare ulteriori e sempre migliori occasioni di collaborazione con il sistema bancario, soggetto indispensabile per accompagnare le imprese verso una possibile ripresa, tramite il sostegno ai progetti di ristrutturazione, consolidamento e sviluppo. Sicurezza sul lavoro. Un elemento, nonostante la crisi, deve rimanere centrale: la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro. E se nelle aziende gli infortuni sono diminuiti non bisogna abbassare la guardia, anche e soprattutto in un momento di crisi come quello che la nostra economia sta attraversando. Energia. Quello dell'energia e pi ancora di quelle rinnovabili, un tema che ci riguarda molto da vicino, soprattutto considerando che il caro energia un fattore che da tempo abbassa costantemente la competitivit del nostro territorio. Un gap competitivo evidente, accentuato dalla presenza di aziende siderurgiche, chimiche e petrolchimiche, particolarmente energivore: Livorno infatti la prima provincia in Toscana per consumi di energia elettrica a livello industriale. Abbiamo aiutato gli associati a ridurre i costi di approvvigionamento energetico, allo stesso tempo stiamo accompagnando importanti progetti di investimento nell'ambito delle energie rinnovabili. Componentistica. Si raccolgono in questi mesi i frutti dell'intenso lavoro svolto dal sistema territoriale della Confindustria per dare una dimensione regionale al comparto dell'automotive. Turismo e nautica. In questo scenario critico, sono buoni i risultati raggiunti per il supporto alla nautica: giunto infatti alla fase operativa il Progetto AQUA per la realizzazione di una Scuola dei mestieri della nautica. Il porto. È inevitabile, qualche considerazione sulle vicende portuali, poiché il il sistema portuale costituisce, senza dubbio, lo snodo centrale della nostra economia. Per questa ragione, il reinserimento del Porto di Livorno nella lista dei 40 principali scali europei, effettuato dalla Direzione Generale Trasporti della Commissione europea, non ci esime da una riflessione approfondita sulla sua perdita di competitività, che sicuramente sarebbe aggravata da un Commissariamento. Andrea Gemignani presidente di Confindustria Livorno
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