Sicurezza
Case, prezzi ancora più giù
Ma il fascino del mattone resiste meglio che nel resto della Toscana
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LIVORNO. Le compravendite immobiliari nella nostra città hanno tirato il freno: già nel 2009 si era registrato il dietrofront choc (meno 6,8%) nel numero delle trattattive andate in porto, che però era meno della metà del patatrac su scala regionale. Adesso l'arretramento di 1,8 punti percentuali nelle quotazioni del "mattone" è un altro segnale poco allegro: oltretutto la flessione è un pò al di sopra dello standard toscano 2010. Lo dice la fotografia dell'ufficio studi Tecnocasa sull'andamento del mercato immobiliare nella prima metà dello scorso anno.
La flessione targata Livorno risulta al quarto posto in Toscana: la crisi ha morso più che da noi solo a Prato (meno 5%), a Arezzo (meno 4,5%), a Pistoia (meno 2,7%). A dar retta all'analisi dell'equipe di esperti Tecnocasa, in testa alle richieste delle famiglie che bussano alle agenzie in cerca di una casa c'è una abitazione di tre stanze con terrazza o, meglio ancora, giardino. Il formato famiglia con figli non più piccolissimi, insomma: lo dice anche il fatto che subito dopo la domanda preme per case di maggiori dimensioni, fino a 5 stanze. Eppure - dice il dossier del Centro studi della Camera di commercio - nel 2009, ultimo dato disponibile, nella nostra zona le compravendite di «abitazioni grandi» risultano ben sotto la media sia regionale che nazionale: solo 5,9% del totale delle case acquistate qui da noi. Poco meno della metà di quanto accade nel resto della Toscana (11%). Il borsino di Tecnocasa indica in calo i prezzi-tipo in quella vasta gamma di realtà immobiliari che troviamo nella fascia periferica da Salviano fino a Antignano passando per Coteto, Leccia-Scopaia e Collinaia: è una striscia di territorio che non solo racchiude la principale direttrice di espansione urbana degli ultimi 20-30 anni ma offre, secondo lo studio del gruppo immobiliare, una sorta di compromesso fra la voglia di abitare abbastanza vicino al centro e, al tempo stesso, in spazi meno congestionati e più verdi. In particolare la diminuzione dei prezzi al metro quadro nella zona di Coteto viene interpretata come un effetto dell'afflusso di offerta di nuovi immobili in zona: non è affatto casuale ogni riferimento sia alla progressiva ultimazione degli edifici dell'operazione Salviano 2 sia al villaggio realizzato al confine fra Colline e Coteto in via degli Etruschi. Va detto anche che non è più piatto l'elettroencefalogramma della voglia di comprar casa.
L'analisi di Tecnocasa relativamente alla prima parte dello scorso anno segnala che le erogazioni di mutui casa hanno fatto segnare un boom attorno al 50% rispetto a dodici mesi prima. In questo quadro Livorno fa registrare una impennata ancor più rilevante: nella nostra provincia addirittura più 75% a paragone di quanto riscontrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Roba quasi da record, anche se è vero che in Toscana Lucca è arrivata ad un incremento del 132% e Pisa del 115% (ma a Firenze non vola oltre il 15% in più. L'apparente contraddittorietà fra alcuni aspetti del puzzle immobiliare può essere meglio leggibile se pensiamo alla società non come a un tutt'uno bensì come "pezzi" differenti che rispondono a dinamiche differenti. Anche perché la diseguaglianza fra i ceti ricchi e le famiglie popolari sta crescendo un anno dopo l'altro: da un lato, c'è chi tira la cinghia e, dall'altro, chi invece ha soldi da investire e status sociale da mantenere. Anche nel bel mezzo della crisi, dunque, almeno per questa fascia sociale più alta, in mancanza di altre attrattive di investimento il fascino del mattone continua a essere vivo e vegeto.
La ricerca del Centro studi Cciaa puntualizza che, nel 2009, a fronte di un calo delle compravendite pari all'11,9% in Toscana, Livorno è - ad eccezione di Grosseto - la provincia dove questa contrazione si fa sentire meno. Di più: meno 6,8% a livello provinciale, ma c'è una bella differenza fra gli altri centri della provincia (che sfiorano l'8%) e la città capoluogo (dove la diminuzione è del 5,2%). In concreto: meno della metà della media toscana. Lo studio dello staff camerale affossa anche l'idea che i prezzi medi siano in picchiata: al contrario, tutta la striscia che parte dalla metà degli anni ottanta vede nell'ultimo anno una crescita del 6,5%. Poco, a confronto del boom dell'inizio di questo decennio, con incrementi sempre al di sopra dei 10 punti percentuali annui (e l'impennata del 2003 con un più 36% in appena dodici mesi). Ma, in un quarto di secolo, le uniche volte in cui le quotazioni immobiliari sono tornate indietro sono: fra il 1985 e il 1988, fra il '93 e il '95, nel 2000. A Livorno le case sono care? Nella recente classifica del "Sole 24 Ore" figuriamo esattamente a metà classifica: esclusa la Maremma, tutte le altre zona della Toscana mostrano prezzi metri al metro quadro più alti. Solo che l'importo medio indicato per Livorno è 1.950 euro al metro quadro. La metà di quanto segnala lo studio della Cciaa.
La flessione targata Livorno risulta al quarto posto in Toscana: la crisi ha morso più che da noi solo a Prato (meno 5%), a Arezzo (meno 4,5%), a Pistoia (meno 2,7%). A dar retta all'analisi dell'equipe di esperti Tecnocasa, in testa alle richieste delle famiglie che bussano alle agenzie in cerca di una casa c'è una abitazione di tre stanze con terrazza o, meglio ancora, giardino. Il formato famiglia con figli non più piccolissimi, insomma: lo dice anche il fatto che subito dopo la domanda preme per case di maggiori dimensioni, fino a 5 stanze. Eppure - dice il dossier del Centro studi della Camera di commercio - nel 2009, ultimo dato disponibile, nella nostra zona le compravendite di «abitazioni grandi» risultano ben sotto la media sia regionale che nazionale: solo 5,9% del totale delle case acquistate qui da noi. Poco meno della metà di quanto accade nel resto della Toscana (11%). Il borsino di Tecnocasa indica in calo i prezzi-tipo in quella vasta gamma di realtà immobiliari che troviamo nella fascia periferica da Salviano fino a Antignano passando per Coteto, Leccia-Scopaia e Collinaia: è una striscia di territorio che non solo racchiude la principale direttrice di espansione urbana degli ultimi 20-30 anni ma offre, secondo lo studio del gruppo immobiliare, una sorta di compromesso fra la voglia di abitare abbastanza vicino al centro e, al tempo stesso, in spazi meno congestionati e più verdi. In particolare la diminuzione dei prezzi al metro quadro nella zona di Coteto viene interpretata come un effetto dell'afflusso di offerta di nuovi immobili in zona: non è affatto casuale ogni riferimento sia alla progressiva ultimazione degli edifici dell'operazione Salviano 2 sia al villaggio realizzato al confine fra Colline e Coteto in via degli Etruschi. Va detto anche che non è più piatto l'elettroencefalogramma della voglia di comprar casa.
L'analisi di Tecnocasa relativamente alla prima parte dello scorso anno segnala che le erogazioni di mutui casa hanno fatto segnare un boom attorno al 50% rispetto a dodici mesi prima. In questo quadro Livorno fa registrare una impennata ancor più rilevante: nella nostra provincia addirittura più 75% a paragone di quanto riscontrato nello stesso periodo dell'anno precedente. Roba quasi da record, anche se è vero che in Toscana Lucca è arrivata ad un incremento del 132% e Pisa del 115% (ma a Firenze non vola oltre il 15% in più. L'apparente contraddittorietà fra alcuni aspetti del puzzle immobiliare può essere meglio leggibile se pensiamo alla società non come a un tutt'uno bensì come "pezzi" differenti che rispondono a dinamiche differenti. Anche perché la diseguaglianza fra i ceti ricchi e le famiglie popolari sta crescendo un anno dopo l'altro: da un lato, c'è chi tira la cinghia e, dall'altro, chi invece ha soldi da investire e status sociale da mantenere. Anche nel bel mezzo della crisi, dunque, almeno per questa fascia sociale più alta, in mancanza di altre attrattive di investimento il fascino del mattone continua a essere vivo e vegeto.
La ricerca del Centro studi Cciaa puntualizza che, nel 2009, a fronte di un calo delle compravendite pari all'11,9% in Toscana, Livorno è - ad eccezione di Grosseto - la provincia dove questa contrazione si fa sentire meno. Di più: meno 6,8% a livello provinciale, ma c'è una bella differenza fra gli altri centri della provincia (che sfiorano l'8%) e la città capoluogo (dove la diminuzione è del 5,2%). In concreto: meno della metà della media toscana. Lo studio dello staff camerale affossa anche l'idea che i prezzi medi siano in picchiata: al contrario, tutta la striscia che parte dalla metà degli anni ottanta vede nell'ultimo anno una crescita del 6,5%. Poco, a confronto del boom dell'inizio di questo decennio, con incrementi sempre al di sopra dei 10 punti percentuali annui (e l'impennata del 2003 con un più 36% in appena dodici mesi). Ma, in un quarto di secolo, le uniche volte in cui le quotazioni immobiliari sono tornate indietro sono: fra il 1985 e il 1988, fra il '93 e il '95, nel 2000. A Livorno le case sono care? Nella recente classifica del "Sole 24 Ore" figuriamo esattamente a metà classifica: esclusa la Maremma, tutte le altre zona della Toscana mostrano prezzi metri al metro quadro più alti. Solo che l'importo medio indicato per Livorno è 1.950 euro al metro quadro. La metà di quanto segnala lo studio della Cciaa.
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