Gioco
Scontro in casa Pdl Il caso Ghiozzi scuote la Regione
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Da sinistra Bencini, Scotto e Ghiozzi La Lega Nord scrive a Parisi per avere due commissioni L'europarlamentare Morganti avverte: rapporti in bilico
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LIVORNO. Il "caso Ghiozzi" - il consigliere comunale del Pdl passato nelle fila della Lega ed escluso dalla stanza dei cugini di coalizione in Comune - ora rischia di provocare uno strappo a livello regionale. Perché dopo i vertici provinciali, a rivolgersi direttamente al coordinatore toscano del Pdl, Massimi Parisi, è stato l'europarlamentare del Carroccio, Claudio Morganti. Il retroscena è spuntato nel corso della conferenza di fine anno del partito di Bossi: presenti, oltre a Carlo Ghiozzi, il coordinatore comunale Claudio Bencini, quello provinciale Potente Manfredi e la responsabile del settore femminile Dolores Scotto. «Siamo orgogliosi - dicono - che un rappresentante istituzionale abbia scelto la Lega Toscana: è il segno che il nostro modo di fare politica è stato premiato ed esiste una struttura solida». Ma i rapporti con il resto della coalizione vacillano. Dopo la trasformazione verde di Ghiozzi a scatenare il bailamme nel centrodestra è stata la presidenza della prima commissione, "Affari istituzionali", ricoperta proprio da Ghiozzi. «Appena abbandonato il Pdl - ribadisce il consigliere - mi sono dimesso dalla carica: gesto raro, visto che anche Fini si è guardato bene dal farlo». Il punto è che subito dopo, in consiglio comunale, il capogruppo del Pdl, Marco Taradash, ha fatto un duro intervento per sottolineare che «la presidenza deve essere riaffidata al Pdl e a nessun altro». «Aveva bisogno di una poltrona per far tacere i malumori interni», sbotta l'ex, che intanto è costretto a cercarsi un'altra stanza. Così Bencini scrive in Regione, a Parisi e Taradash, e «per il bene della coalizione» guadagna tempo. Come? Con una richiesta: «Rinunciamo alla presidenza della uno purché Ghiozzi diventi membro effettivo delle commissioni cinque e quattro». Ovvero Sociale e Assetto del territorio, di cui però fa parte proprio Taradash: e perché la trattativa vada in porto occorre uno scambio di consiglieri di centrodestra. «Non ci teniamo alle poltrone - dicono i leghisti - vogliamo fare parte delle commissioni più vicine ai cittadini». «In più - riprendono - chiediamo che cessi il linciaggio contro il nostro consigliere e che possa tornare a lavorare nella stanza 142. Attaccare lui significa attaccare la Lega». Non arrivano risposte ed ecco che in campo scende anche Morganti: «Andare ancora contro Ghiozzi significherà interferire nei rapporti con la Lega, a tutti i livelli». Aspettando la prossima conferenza dei capigruppo lo strappo sarà ricucito? Intanto, con sapore tragicomico, Ghiozzi ha scritto al presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi, per chiedere in quale stanza fosse giusto trasferire le proprie cose. Risposta: «In quella del gruppo misto». Che però non esiste. O meglio: un altro consigliere misto ci sarebbe, Salvatore Capuozzo (Udc), ma divide le quattro mura con Marcella Amadio...
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