Il Tirreno

Livorno

La Provincia fa ricorso a sostegno di Piccini ma teme il commissario

Anna Cecchini
La conferenza di fine anno della giunta provinciale
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La conferenza di fine anno della giunta provinciale

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 LIVORNO. Anche la Provincia ha presentato ricorso a sostegno della nomina di Roberto Piccini come candidato alla presidenza dell'Autorità portuale. Lo ha detto ieri Giorgio Kutufà, nel corso della conferenza di fine anno dell'ente. Il caso Piccini. «Condivido l'appello di Rossi a evitare in ogni modo il commissariamento - spiega Kutufà -, per questo stamani (ieri, ndr) abbiamo presentato un ricorso, molto simile al documento fatto dal Comune». Il presidente della Provincia, però, teme che il commissariamento sia ormai pressoché inevitabile. «L'udienza è prevista per il 12 gennaio - prosegue Kutufà - ed è molto probabile che il Tar accolga i ricorsi, visto che le motivazioni per cui il nome di Piccini è stato rifiutato hanno un fondamento relativo. Ma a quel punto potrebbero essere formulate nuove motivazioni da parte del ministro e quindi proseguirebbe l'iter giuridico. Se invece i nostri ricorsi fossero rigettati, comunque non ci sarebbe il tempo per svolgerre regolarmente il percorso per le nomina, dato che il mandato di Piccini termina il 18 gennaio». Il commissariamento, quindi, sembra non si possa aggirare. «In questo caso - dice Kutufà - mi auguro sia il più breve possibile e che venga nominato un tecnico». Un nome? Kutufà pensa a una «figura che ha una conoscenza del funzionamento del porto», l'ammiraglio Pierluigi Rosati, comandante dell'Accademia navale. Lotto zero. Altra questione quanto mai attuale affrontata ieri da Kutufà, che nei saluti di fine anno era accompagnato dalla sua giunta, è stato il Lotto zero. «Sono preoccupato perché si tratta di un progetto irrinunciabile - sottolinea Kutufà -. Possiamo discutere su come reealizzarlo, ma non se realizzarlo». Il problema è che al momento non esistono soggetti che vogliano investire, dato che non avrebbero convenienza economica. «Sat - spiega il presidente - si era impegnata a costruire l'autostrada, spendendo 3 miliardi e 700 milioni di euro e usandola fino al 2046. A quella data l'autostrada sarebbe tornata nelle mani dello Stato che avrebbe ricevuto da Sat un riscatto pari all'investimento iniziale. Dato che una delle manovre di Tremonti ha rivisto gli impegni dello Stato, Sat ha accettato di costruire l'autostrada, rescindendo però l'impegno di passarla allo Stato nel 2046. Da qui la decisione di Sat di rivedere il progetto, con un risparmio di circa un milione e mezzo di euro, che sarà attuato trasformando la vecchia Aurelia di Grosseto in autostrada e tagliando il Lotto zero. Siccome l'idea del pedaggio sulla Fi-Pi-Li, che avrebbe permeso di pagare i lavori per il Lotto zero, non viene accettata, è necessario trovare altre forme di finanziamento. Ma l'opera si deve fare». Limoncino. Kutufà ammette che le scelte fatte dalla sua amministrazione forse hanno sofferto di un difetto di comunicazione, ma difende senza mezzi termini la discarica sul monte La Poggia. «Abbiamo fatto scelte - dice - appropriate in termini giuridici. È necessario dare una risposta alla produzione di rifiuti solidi urbani e rifiuti industriali, che nella zona vengono prodotti in forte quantità. Non si può pensare di risolvere il problema dei rifiuti senza fare scelte impopolari. Il progetto deve andare avanti». Istituto Mascagni a rischio. Kutufà chiede a gran voce l'intervento economico dello Stato per mandare avanti un istituto di grande qualità, «che non forma soltanto allievi di Livorno e dintorni, ma è una risorsa per il Paese. Per la formazione di oltre 300 allievi, la Provincia ha dato più di un milione e mezzo di euro. È un grosso impegno, ma in futuro non credo ce la faremo a proseguire in questo senso, lo Stato deve dare il suo sostegno alla grande qualità del Mascagni». Personale interno all'ente. Un elemento delicato, per cui l'ente è stato additato più volte. «Rivendico una politica del lavoro attenta - spiega il presidente -. Durante il mio mandato sono state assunte 146 persone, ci sono state tante progressioni verticali e sono stati sistemati quasi tutti i precari, come quelli di Provincia Livorno Sviluppo. In questi giorni entrano altri 20 dipendenti provenienti dai concorsi organizzati negli ultimi tempi, per la cui gestione faccio i miei complimenti allo staff che se ne è occupato perché lo ha fatto con grande trasparenza in tempi rapidissimi, visto che d'ora in poi i concorsi sono bloccati. Addirittura sei laureati che hanno partecipato ai nostri concorsi, sono stati assunti dal Comune di Firenze, che in tempi stretti non era in grado di organizzarne in proprio».

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