Gioco
Ghilarducci, Sel: Palazzo granducale tralascia un problema politico
«Dovevano offrirci almeno la presidenza del consiglio»
◗
Fabio di Bonito, presidente del consiglio provinciale 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Da tempo non abbiamo rappresentanti in consiglio provinciale, o ci forniranno una rappresentanza politica o perderanno il nostro appoggio». Andrea Ghilarducci, segretario territoriale di Sel, taglia corto e chiarisce come la Provincia stia tralasciando un problema politico. «Noi alle elezioni del 2009 - dice - abbiamo appoggiato Kutufà. Come nostro rappresentante è entrato in giunta Bonsignori, assessore e vicepresidente, che dopo ha fatto la scelta di non restare con Sel. Di fatto, nonostante l'accordo pre elettorale, non abbiamo rappresentanti. È un problema che Kutufà e il Pd non vogliono affrontare». Sel non si accontante di cariche non politiche. «Ci hanno proposto - prosegue Ghilarducci - Ealp (agenzia energetica) o il difensore civico territoriale. È assurdo, noi non siamo "poltronai", ci interessa stare dentro un progetto politico e quindi avere un incarico che abbia un peso. Ci dovevano offrire almeno la presidenza del consiglio. Non vogliamo far fuori Di Bonito, ma quella era una posizione che almeno un po' rispetterebbe gli accordi». In verità gli incarichi a cui ambisce Sel sono altri. «Un assessorato e la vicepresidenza - taglia corto Ghilarducci -, visto che queste due cariche erano alla base degli accordi fatti prima delle elezioni». Infine Ghilarducci lancia una stoccata all'eccessiva "provincializzazione" dell'ente. «Di Bonito è della Val di Cornia - conclude - come anche Bonsignori e Anselmi, il Pd livornese ha forse un eccesso di sudditanza verso gli amici del partito provenienti di quella zona».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
