Gioco
Calamai: entro febbraio apriremo il bando per la nuova struttura a Montenero basso
«Viale Alfieri, ci pensi la Regione»
Anna Cecchini
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Da sinistra Francesco Genovesi responsabile della centrale 118 dellAsl Luca Lavazza e Monica Calamai L'Asl auspica un intervento esterno per vendere il vecchio ospedale
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LIVORNO. Bisognerà aspettare la fine gennaio prima di veder partire ufficialmente il percorso amministrativo per la realizzazione del nuovo ospedale in via Mondolfi, a Montenero basso. Lo assicura Monica Calamai, direttore generale dell'Asl 6. A distanza di un mese dal referendum che ha decretato l'ufficiale via libera per il progetto, durante la conferenza di fine anno dell'azienda, Calamai chiarisce che «a maggio eravamo pronti per aprire il bando, adesso sono passati sette mesi. Nel frattempo abbiamo organizzato alcuni servizi, come la mensa e il Cup-Tel, che ci obbligano a rivedere la globalità delle attività da appaltare e quindi il bando stesso». Ma - lo assicura la direttrice generale - dopo un incontro tecnico con il Comune, il bando (europeo) prenderà il largo. Molte meno certezze ci sono sulle ipotesi di riutilizzo del vecchio ospedale. Ipotesi su cui l'Asl sembra quasi voler fare un passo indietro, magari demandando il percorso a un ente "superiore". «Se questa partita - taglia corto Calamai - la giocasse la Regione all'Asl andrebbe bene». All'appuntamento di fine anno l'Asl si è presentata, oltre che con il direttore generale, con quello sanitario Luca Lavazza, quello amministrativo Luca Cei e il direttore dell'Unità operativa Innovazione Andrea Belardinelli. Progetti per l'ospedale. Entro aprile sarà operativa la nuova area materno-infantile, che raccoglierà Pediatria e Ostetricia ed è in corso di realizzazione nell'ex ottavo padiglione. È previsto inoltre l'ampliamento dell'ospedale di comunità, i cui primi 12 posti letto sono partiti nei giorni scorsi. In corso d'opera anche la ristrutturazione del secondo padiglione che ospiterà, a lavori terminati, 113 posti letto. Infine sono da completare il nuovo centro trasfusionale, che andrà nelle areee dell'ex Radiologia, e il polo endoscopico (piano terra padiglione due), il cui primo cantiere dovrebbe essere portato a termine entro il settembre 2011. Progetti rete territoriale. Sarà esteso il nuovo servizio Cup-tel per le prenotazioni di visite ed esami e da gennaio passerà sotto la medesima azienda che lo gestisce anche il servizio di prenotazioni delle prestazioni mediche intra moenia (visite private): «dal 10 gennaio - dice Belardinelli - centralizzeremo anche quelle». L'Asl ha inoltre intenzione di riorganizzare la rete dei distretti sanitari, «in modo da garantire pari opportunità e standardizzazione delle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini», come spiega Lavazza. Il caso Spinelli. Il giorno dopo la sentenza del giudice del lavoro che di fatto reintegra nel suo precedente incarico Mario Spinelli, il primario di Ortopedia, l'Asl, tramite le parole di Cei, conferma di voler «fare subito reclamo. Attendiamo anche gli esiti finali dell'indagine dei Nas». Quanto alla gestione delle protesi, Asl fa sapere di aver messo a punto un'organizzazione per cui gli strumenti protesici «devono passare attraverso il magazzino aziendale, che acquista e distribuisce i materiali, e non finire direttamente nelle mani degli utilizzatori come avveniva in passato», sottolinea ancora Cei. Pronto soccorso. Entro il 2011 sarà completata la ristrutturazione, che porterà a una superficie totale di 2.100 metri quadrati, con l'incremento del numero di posti letto destinati alle degenze per breve osservazione (se ne conteranno 16 a fronte dei 9 attuali). L'intervento, interamente finanziato dalla Regione, costa 3milioni e 800mila euro. Raddoppiano i reclami. A fine 2008 reclami e segnalazioni presi in carico dagli Uffici relazioni con il pubblico dell'azienda erano stati 405 e la stima dell'Asl è che nel 2010 si arrivi a 950, che riguardano i tempi di attesa (30%) e aspetti relazinali (21%). Piano assunzioni 2011. Per l'anno prossimo l'azienda, come spiega Cei, pensa di riuscire ad assumere 150 persone, a fronte di circa 200 dipendenti in uscita. «Anche quest'anno - dice Cei - siamo state una delle poche realtà che, seppur mantenendo gli obbiettivi indicati dalla Regione, hanno portato a termine un piano assunzioni».
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