Il Tirreno

Livorno

Maledice gli agenti in arabo

Livornese infuriata per l'arresto del fidanzato tunisino

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 LIVORNO. La polizia le ha arrestato l'ennesimo fidanzato nordafricano e lei ha inziato a insultare e maledire, in arabo, gli agenti. Ma uno dei poliziotti capiva l'arabo e le ha detto di farla finita e di parlare in italiano. Così la ragazza, una livornese di 19 anni, ha inziato a offendere in italiano gli agenti che alla fine, oltre ad arrestarle il fidanzato, la hanno denunciata per oltraggio.  Ecco quello che è accaduto l'altro pomeriggio alle 16 al circolo "Mallory" di via Traversa, in Venezia, quando due agenti delle volanti hanno fatto un controllo. Dentro c'erano tre giovani livornesi e due tunisini. Questi ultimi non sono stati trovati in regola, uno perché non aveva documenti e aveva dato un nome falso, l'altro perché risultava con il permesso di soggiorno scaduto, e sono statai per questo portati in questura, dove il giovane senza documenti è risultato già espulso, ed è stato arrestato, mentre l'altro è stato denunciato e gli è stato ritirato il documento italiano che aveva esibito.  Mentre i due venivano portati fuori dal circolo, nel locale è entrata la diciannovenne livornese, una ragazza già conosciuta dalle forze dell'ordine, che ha inziato a urlare parole in arabo e a sputare per terra in segno di disprezzo. Ma uno degli agenti, che capisce l'arabo, ha sentito che la ragazza definiva gli agenti come "maledetti da Dio", un'offesa che per i musulmani è considerata terribile. Così il poliziotto ha invitato la ragazza a parlare italiano e a quel punto lei ha snocciolato una serie di offese in livornese: così ha rimediato una denuncia a piede libero.

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