Gioco
Le indagini della polizia per l’assalto di martedì al grande magazzino di giocattoli di via Pian di Rota
Due giovani fermati per il colpo da Toys
Erano in scooter nelle vicinanze del luogo della rapina, ma non avevano soldi addosso
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LIVORNO. Due giovani sono stati fermati dalla polizia poco dopo la rapina al negozio di giocattoli Toys di via Pian di Rota. I due viaggiavano su uno scooter e sono stati bloccati dagli agenti delle volanti: alcuni elementi lascerebbero ritenere che potrebbero essere coinvolti nell'episodio.
Secondo quanto si è saputo, si tratterebbe di due giovani livornesi, già conosciuti dalle forze dell'ordine che sarebbero stati notati non troppo distante dal punto dove è statao messo a segno il colpo. Come detto alcuni particolari, come le corporature, sembrerebbero ricollegarli ai due rapinatori del grande magazzino di giocattoli, ma altri no. In particolare c'è il fatto che addosso ai due non sarebbero stati trovati soldi, mentre i due banditi che avevano fatto il colpo avevano arraffato ben 3.600 euro in banconote di vario taglio. Questo, naturalemente, non esclude che i rapinatori possanno essersi disfatti rapidamente del bottino subito dopo il colpo.
In ogni caso gli indizi non sono stati considerati abbstanza precisi per trattenere i due giovani, che così sono stati rilasciati, anche se le indagini sul loro conto proseguono.
Alcune indicazioni su questo fronte potrebbero arrivare infatti da alcuni elementi raccolti dalla polizia nel grande magazzino. Come si ricorda, infatti, i due banditi entrati con i caschi in testa e i volti coperti dalle sciarpe, hanno utilizzato per minacciare la cassiera e farsi consegnare i soldi una pistola giocattolo che era stata rubata poco prima nello stesso negozio.
Anche se non sembra sia possibile utilizzare la pistola, poi ritrovata sotto un'auto, per prendere impronte, anche perché sembra che il bandito che la impugnava avesse i guanti, sono state sequestrate le due scatole nella quale erano confezionate le armi giocattolo. La speranza è quella che sulle scatole, in cartone lucido, possa essere rimasta qualche traccia dei due rapinatori quando le hanno aperte per rubare le pistole, e che questo possa aiutare nella loro identificazione.
Secondo quanto si è saputo, si tratterebbe di due giovani livornesi, già conosciuti dalle forze dell'ordine che sarebbero stati notati non troppo distante dal punto dove è statao messo a segno il colpo. Come detto alcuni particolari, come le corporature, sembrerebbero ricollegarli ai due rapinatori del grande magazzino di giocattoli, ma altri no. In particolare c'è il fatto che addosso ai due non sarebbero stati trovati soldi, mentre i due banditi che avevano fatto il colpo avevano arraffato ben 3.600 euro in banconote di vario taglio. Questo, naturalemente, non esclude che i rapinatori possanno essersi disfatti rapidamente del bottino subito dopo il colpo.
In ogni caso gli indizi non sono stati considerati abbstanza precisi per trattenere i due giovani, che così sono stati rilasciati, anche se le indagini sul loro conto proseguono.
Alcune indicazioni su questo fronte potrebbero arrivare infatti da alcuni elementi raccolti dalla polizia nel grande magazzino. Come si ricorda, infatti, i due banditi entrati con i caschi in testa e i volti coperti dalle sciarpe, hanno utilizzato per minacciare la cassiera e farsi consegnare i soldi una pistola giocattolo che era stata rubata poco prima nello stesso negozio.
Anche se non sembra sia possibile utilizzare la pistola, poi ritrovata sotto un'auto, per prendere impronte, anche perché sembra che il bandito che la impugnava avesse i guanti, sono state sequestrate le due scatole nella quale erano confezionate le armi giocattolo. La speranza è quella che sulle scatole, in cartone lucido, possa essere rimasta qualche traccia dei due rapinatori quando le hanno aperte per rubare le pistole, e che questo possa aiutare nella loro identificazione.
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