Il Tirreno

Livorno

Nel megastore di giocattoli c’erano molte persone, tra le quali diversi bambini: tutti sono stati allontanati in fretta e furia dai dipendenti

Rapinatori con la pistola: è il panico da Toys

Una volante della polizia ferma davanti al grande magazzino
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Una volante della polizia ferma davanti al grande magazzino

Due banditi mascherati minacciano una cassiera e riescono a fuggire con 3.600 euro

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 LIVORNO. Rapinato da due banditi il negozio di giocattoli "Toys" di via Pian di Rota. I due hanno portato via da una delle casse 3.600 euro dopo aver minacciato con una pistola una commessa e, già che c'erano, hanno anche rubato il portafoglio ad una cliente che era in attesa del resto. Il colpo è stato messo a segno in pochissimo tempo, un minuto circa, alle 18,15. Il personale è riuscito a far allontanare subito dal negozio i clienti, tra i quali c'erano diversi bambini con i genitori, ma qualcuno dei più piccoli si è comunque spaventato e si è messo a piangere terrorizzato.  «Ero alla cassa e stavo facendo un resto - ha spiegato Vanna Biondi - quando ho visto arrivare, quasi di corsa, que due, uno col giubbotto azzurro, l'altro nero, con i caschi in testa e le sciarpe che gli coprivano il viso. I due, uno sul metro e 80 piuttosto magro, l'altro più basso e robusto, sono arrivati in un attimo alla cassa e quello più alto ha tirato fuori una pistola e mi ha minacciato: «Svelta, dammi i soldi o ti sparo, svelta o ti ammazzo». A quel punto la commessa spaventata ha dovuto prendere la chiave ed aprire la cassa: «Oltretutto non avevo avuto il tempo di vuotarla come facciamo regolarmente, e quindi c'erano anche abbastanza soldi». I banditi, dopo aver scaraventato via il contenitore degli spiccioli, hanno arraffato le banconote, poi hanno visto che c'era anche una cliente col portafoglio in mano che attendeva il resto e hanno rubato anche questo.  Sono stati momenti drammatici, con la cliente impietrita che veniva derubata e la commessa che, spaventata, obbediva agli ordini dei banditi. Intanto alla cassa si era avvicinato anche il titolare del negozio, Guido Nigiotti, che aveva notato a sua volta i due rapinatori entrare con i caschi e le sciarpe che coprivano loro i volti. «Li ho notati mentre entravano, e dal modo di camminare mi sono sembrati abbastanza giovani. Quando mi sono avvicinato e ho visto che uno dei due aveva una pistola, ho avuto la netta impressione che fosse un'arma giocattolo - spiega il commerciante - e questo dal fatto che il bandito la muoveva come se fosse molto leggera, ma anche perché aveva un colore abbastanza chiaro, poco metallico. Così ho detto a tutti "state calmi, è una pistola giocattolo, non succede niente", ma allo stesso tempo non ho osato intervenire: chi mi garantisce che, in ogni caso, quei due non avessero magari un coltello in tasca? Meglio non correre rischi».  E che non fosse il caso di far correre rischi ai clienti lo hanno pensato anche due dipenenti del grande magazzino di giocattoli, Raffaele Scarlatti e Imelda Lizardo, che immediatamente sono corsi tra gli scaffali e hanno radunato la gente, una quindicina di persone tra cui una mezza dozzina di bambini, e li hanno fatti uscire subito da una porta di sicurezza laterale, facendoli riparare nel capannone attiguo di un deposito di materiale nautico. «Purtroppo qualcuno dei più piccoli si è spaventato - hanno riferito i commessi - e abbiamo visto una mamnma e il suo bambino che piangevano spaventati».  Intanto i due banditi, dopo aver preso i soldi sono usciti fuori e sono scappati via su uno scooter, gettando la pistola sotto un'auto in sosta. Lì l'arma è stata ritrovata pochi minuti dopo dagli agenti delle volanti accorse non appena è stato dato l'allarme. Si è così visto che si trattava effettivamente di un'arma giocattolo in plastica, cui era stato tolto il rappo rosso. La cosa più clamorosa è che in seguito si è visto che l'arma, insieme ad un'altra uguale, era stata rubata poco prima nello stesso negozio "Toys": lo si è capito perché i banditi avevano lasciato le scatole vuote sugli scaffali, poi evidentemente sono usciti dal grande magazzino, hanno tolto il tappo, si sono mascherati il volto e sono rientrati per fare la rapina. R.C.

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