Il Tirreno

Livorno

Canina scappa e rischia di affogare

<b>OLIVIA.</b> La cagnolina &egrave; scappata ed &egrave; caduta nei fossi ma un giovane l&#146;ha salvata
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OLIVIA. La cagnolina è scappata ed è caduta nei fossi ma un giovane l’ha salvata

La salva un ragazzo che suonava sugli Scali delle Cantine

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 LIVORNO. La piccola Olivia stava per affogare. Arrancava nell'acqua nel tentativo disperato di raggiungere qualsiasi appiglio a cui aggrapparsi. Ma inutilmente. Finché un ragazzo, che che suona in un fondo sugli Scali delle Cantine, ha fatto il miracolo: aiutato dai compagni, è saltato di barca in barca, ha teso un arpione ed è riuscito a raggiungere la cagnolina, salvandole la vita.  Un gesto di generosità che per i padroni della canina è stato il più bel regalo di Natale. Il ritrovamento, infatti, è avvenuto proprio nel pomeriggio del 25. Olivia è un piccolo levriero, ha meno di un anno. E da poco è stata adottata dalla famiglia di Maria Teresa Burchianti, che l'ha presa da un canile fiorentino. La cagnolina vive a Firenze con i nuovi padroni, Luca e Ornella Burchianti, figlia di Maria Teresa, ma per Natale è venuta a Livorno, in viale Carducci. «Dopo pranzo abbiamo deciso di farle fare un giretto. Ma a un tratto Olivia è riuscita a liberarsi del moschettone ed è scappata. Per noi è stato un dramma. La cagnolina è la nostra gioia. Da piccina ha sofferto, è stata maltrattata e ora è piena di paure. Piano piano le sta superando, ma è dura».  Scattano le ricerche e tutta la famiglia si precipita in strada. «Ci siamo divisi, chi a piedi e chi in auto. Eravamo io, mia figlia Ornella, mio genero Luca e mio figlio Paolo. Abbiamo setacciato il viale Carducci, coinvolgendo anche i passanti». Nel suo cammino la famiglia Burchianti incrocia quattro ragazzi che non esitano ad aiutarla. «Le persone buone esistono ancora», dice Maria Teresa, 72 anni, originaria della Maddalena, ma in città dal 1960. La donna cammina per 4 ore, è instancabile. Arriva fino a piazza della Repubblica, ma nulla. «Mia figlia piangeva disperata, si sentiva in colpa. E anche io stavo male». Poi nella sua mente balena l'idea di chiamare il Tirreno e la polizia. «Non volevo darmi per vinta. E così ho telefonato al 113: quando il poliziotto mi ha detto che un ragazzo aveva salvato nel fosso una canina con un impermeabile verde il cuore per poco non mi scoppiava. Se avessi potuto mi sarei infilata nella cornetta del telefono e avrei abbracciato quell'agente. Ma soprattutto voglio ringraziare i giovani delle cantine, in particolare quello che ha salvato Olivia. I livornesi sono generosi e ne ho avuto la prova».(l.l.)

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